Alluvione a Versa: Riccardi incontra i residenti e annuncia nuove misure sul bacino dello Judrio
24/02/2026
A Versa, frazione di Romans d’Isonzo, la ferita dell’alluvione di novembre è ancora tangibile: nelle case, nei ricordi di chi ha visto l’acqua salire in pochi minuti, nelle domande che tornano puntuali quando il cielo si fa scuro. Durante l’assemblea pubblica di ieri sera, l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi ha scelto un messaggio netto: la Regione continuerà a stare accanto alla comunità, raccogliendo esigenze e criticità, con l’impegno a dare risposte praticabili, una per una.
Al centro del confronto, l’eccezionalità dell’evento del 16 e 17 novembre: un sistema temporalesco autorigenerante rimasto stazionario sulla zona per oltre dieci ore, aggravato dallo scirocco, con 300 millimetri di pioggia caduti in modo repentino, l’esondazione del torrente Judrio e allagamenti che in alcuni punti hanno superato un metro e sessanta. Tecnici di Arpa FVG e Protezione civile, presenti all’incontro, hanno ricondotto l’episodio a un caso raro per periodo dell’anno e frequenza stimata, sulla base delle serie storiche disponibili, come evento che ricorre una volta ogni tre secoli.
Piogge fuori scala e modelli da migliorare: cosa è emerso dall’analisi tecnica
Riccardi ha insistito su un punto che, in assemblee come questa, pesa quanto i numeri: la sensazione di imprevedibilità non è un alibi, ma un problema da affrontare. Secondo quanto illustrato dai tecnici, l’intensità e la concentrazione della pioggia non erano anticipabili dai modelli meteorologici con la precisione che i cittadini si aspettano. Da qui l’impegno a lavorare sul perfezionamento dei sistemi predittivi e delle procedure di tutela della popolazione, senza ignorare l’impatto del cambiamento climatico, che sta portando fenomeni più violenti e localizzati e chiede conoscenza, dati e strumenti più fitti sul territorio.
Ristori, volontari e nuove opere: dalla gestione dell’emergenza alla messa in sicurezza
Sul fronte delle misure attivate dopo l’alluvione, l’assessore ha rivendicato la tempestività del bando ristori della Protezione civile regionale: emanato, è stato ricordato, dodici giorni dopo l’evento, con primi pagamenti partiti a 32 giorni. Gli aiuti sono cumulabili con stanziamenti statali e rimborsi assicurativi e riguardano, tra le voci principali, i costi per l’autonoma sistemazione di chi ha lasciato l’abitazione, l’anticipazione di spese per il ripristino degli edifici privati e i danni alle autovetture distrutte.
Ampia anche la fotografia dello sforzo operativo: oltre mille volontari da più di 120 Comuni del Friuli Venezia Giulia, 760 mezzi, più di duemila giornate uomo. Accoglienza degli sfollati, supporto psicologico, rimozione detriti, pulizia e ripristino delle aree invase dall’acqua, fino alla consegna di oltre 12 mila pasti: una macchina complessa, che ha lavorato su piani diversi, dall’emergenza immediata alla gestione dei giorni successivi.
Il passaggio più atteso, però, riguarda ciò che verrà. È stato annunciato il completamento di uno studio di impatto idrologico e idraulico sull’intero bacino dello Judrio e dei suoi affluenti, commissionato all’Università di Udine, con l’obiettivo di individuare nei prossimi mesi le soluzioni più efficaci per la sicurezza. Tra le operazioni citate: sghiaiamento e pulizia degli alvei, incremento dei sensori lungo i corsi d’acqua, interventi sugli argini a rischio rottura e realizzazione di vasche di espansione a monte per laminare le piene.
Per informazioni su ristori e pratiche legate all’alluvione, la Protezione civile ha attivato il numero 0432 926745, indicato come canale diretto per orientare i cittadini e raccogliere istanze.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to