Autotrasporto, accise e crediti d’imposta: CNA Fita rivendica lo stop al “blocco” in manovra
18/01/2026
La partita si è chiusa con un risultato che, per le imprese dell’autotrasporto, vale molto più di una formula tecnica: nella legge di bilancio 2026 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale) è stata stralciata la disposizione che avrebbe limitato l’uso in compensazione di alcuni crediti d’imposta, tra cui quelli legati al rimborso delle accise sul gasolio. CNA Fita parla di rischio concreto di crisi di liquidità e attribuisce l’esito a un lavoro di pressione istituzionale svolto durante l’iter parlamentare.
Il nodo dell’articolo 26: una misura “antifrode” con effetti a cascata
Il punto contestato dalle associazioni era il comma 1 dell’articolo 26 del Ddl Bilancio 2026, pensato per contrastare le “indebite compensazioni” ma costruito in modo tale da impedire, dal 1° luglio 2026, la compensazione in F24 tra crediti d’imposta “agevolativi” e debiti contributivi verso INPS e INAIL.
Per l’autotrasporto, quel meccanismo avrebbe avuto una conseguenza immediata: il credito maturato sul gasolio (accise) viene spesso utilizzato proprio in compensazione; togliere quella leva avrebbe trasformato un credito “spendibile” in un credito fermo, con un impatto stimato dalle categorie in circa 1,8 miliardi di euro di liquidità potenzialmente congelata.
Accise sul gasolio: perché la compensazione è un pezzo di sostenibilità finanziaria
Il rimborso accise non è un “bonus” generico: è uno strumento che, nei fatti, aiuta a reggere costi di esercizio elevati e fluttuazioni di carburante, soprattutto per micro e piccole imprese. Nel dibattito nato attorno alla norma, è circolata anche una stima media del possibile impatto su singola impresa artigiana: oltre 56.000 euro l’anno di esborso imprevisto se la compensazione fosse stata impedita.
Il quadro finale è diverso: l’emendamento approvato in Parlamento ha soppresso il comma contestato, preservando la possibilità di compensare e riducendo il rischio di tensioni finanziarie per chi lavora con margini già compressi.
La lettura di CNA Fita: “evitato un colpo alle imprese oneste”
Nel commentare l’esito, Michele Santoni, presidente nazionale CNA Fita, parla di “vittoria” e insiste su un punto politico preciso: una previsione antifrode, se disegnata male, può finire per colpire chi opera regolarmente, lasciando sul campo costi e blocchi amministrativi che non distinguono tra comportamenti leciti e illeciti. CNA ringrazia inoltre le forze parlamentari che hanno sostenuto lo stralcio.
Resta aperta, parallelamente, la questione dei controlli e delle frodi: il segnale che arriva da questa vicenda è che il contrasto agli abusi, per reggere, deve poggiare su strumenti mirati e verifiche efficaci, senza trasformare la compensazione in un muro che taglia l’ossigeno proprio a chi tiene in piedi la filiera logistica.