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Autotrasporto veneto al limite: pressione sui costi e ipotesi di mobilitazione unitaria

13/04/2026

Autotrasporto veneto al limite: pressione sui costi e ipotesi di mobilitazione unitaria

Un settore che regge una quota decisiva della logistica nazionale mostra segni evidenti di affaticamento. L’assemblea dell’autotrasporto veneto, promossa da Confartigianato Imprese Veneto insieme a CNA e FAI, ha registrato una partecipazione ampia e attenta, segnale di un disagio diffuso che non può più essere confinato alle dinamiche interne di categoria. Nella sala, imprenditori, padroncini e rappresentanti delle associazioni hanno condiviso esperienze concrete, spesso segnate da margini sempre più ridotti e da una crescente difficoltà nella pianificazione economica.

Costi energetici e liquidità: il nodo strutturale

Il caro gasolio resta il punto più critico. Non si tratta soltanto di un aumento dei prezzi, ma di una volatilità che rende instabile qualsiasi previsione. Per molte imprese, il carburante rappresenta una delle principali voci di costo e incide in modo diretto sulla sostenibilità dell’attività. La cancellazione, nei fatti, del meccanismo di recupero dell’accisa, conseguenza di interventi generalizzati e poco calibrati, ha aggravato una situazione già complessa.

Il presidente della Federazione Trasporti, Michele Varotto, ha delineato con precisione il problema: non è una questione di sussidi, ma di equilibrio finanziario. L’attuale sistema costringe le imprese ad anticipare risorse che vengono recuperate con tempistiche non compatibili con le esigenze di cassa. In un contesto segnato da oscillazioni continue dei prezzi energetici, questo squilibrio si traduce in tensioni sulla liquidità, con effetti immediati sulla capacità operativa.

Da qui la proposta di introdurre un rimborso accise immediato, su base opzionale, capace di alleggerire la pressione finanziaria senza incidere sui conti pubblici. Una misura tecnica, ma dal potenziale impatto concreto, che intercetta una delle criticità più sentite dalle imprese.

Una filiera strategica sotto pressione

L’autotrasporto non rappresenta un segmento marginale dell’economia italiana. Con una quota pari all’88% delle merci movimentate su gomma, costituisce un’infrastruttura essenziale, spesso invisibile, ma determinante per il funzionamento dell’intero sistema produttivo. Quando questo ingranaggio rallenta, le conseguenze si propagano lungo tutta la filiera, fino al consumatore finale.

Le osservazioni emerse durante l’assemblea convergono su un punto: l’assenza di interventi mirati rischia di innescare una spirale negativa, in cui l’aumento dei costi si traduce inevitabilmente in rincari su beni e servizi. Un passaggio che colpisce in modo trasversale famiglie e imprese, amplificando le tensioni economiche già in atto.

Nel dibattito è emersa anche la richiesta di ristabilire una forma di carbon tax differenziata, in grado di tenere conto delle specificità del settore. Un approccio uniforme, applicato indistintamente a tutti gli utenti della strada, produce effetti distorsivi, penalizzando chi utilizza il mezzo come strumento di lavoro.

Le organizzazioni di categoria hanno scelto di concedersi una settimana per definire una posizione comune. L’appuntamento del 17, nell’ambito di Unatras, rappresenta un passaggio decisivo: sul tavolo non si esclude l’ipotesi di una mobilitazione unitaria, che potrebbe segnare un punto di svolta nel confronto con le istituzioni.

Il clima resta vigile, con la consapevolezza che il tempo delle analisi si sta esaurendo. Le imprese chiedono risposte rapide, capaci di restituire stabilità a un comparto che continua a sostenere, ogni giorno, il movimento dell’economia reale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to