Burocrazia, freno per il 74% delle imprese: Confartigianato Veneto rilancia il “modello pilota”
27/01/2026
La burocrazia continua a pesare come un costo invisibile, ma concreto, sulla competitività delle imprese. A dirlo è Confartigianato Imprese Veneto, che durante il Tavolo regionale per la sburocratizzazione convocato dall’assessore Massimo Bitonci ha presentato un documento con dati, criticità e una proposta chiara: fare del Veneto una regione pilota della semplificazione amministrativa, puntando su standard comuni, tempi certi e una digitalizzazione che funzioni davvero, senza trasformarsi in un ulteriore labirinto.
Il quadro di partenza è quello di un’economia nazionale attesa su un sentiero di crescita modesta nel prossimo triennio, condizionata anche dall’inefficienza della spesa pubblica e dalla qualità discontinua dei servizi amministrativi. In questo scenario, l’attrito burocratico diventa un freno strutturale soprattutto per micro e piccole imprese, che spesso non hanno uffici interni dedicati a gestire pratiche, scadenze e richieste ripetute.
I numeri: servizi pubblici percepiti come deboli e norme in continua pressione
Confartigianato porta al tavolo dati che fotografano un divario netto rispetto agli standard internazionali: meno della metà dei cittadini italiani si dichiara soddisfatta dei servizi amministrativi, con un distacco marcato dalla media OCSE. A pesare non è soltanto la lentezza, ma la qualità percepita: a fronte di una spesa pubblica primaria elevata, il giudizio positivo sui servizi resta basso, con l’Italia nelle posizioni di coda in Europa.
Sul piano territoriale, viene richiamato anche l’Indice Europeo della Qualità di Governo dell’Università di Göteborg, che colloca molte regioni italiane nella parte bassa della graduatoria: il Veneto si posiziona al 130° posto su 210 regioni europee, segnale che la sfida non è solo nazionale, ma riguarda anche l’organizzazione concreta dei processi a livello regionale.
L’impatto sulle aziende è diretto: nel 2025 il 74% delle imprese considera la complessità delle procedure un ostacolo serio e il 79% indica l’instabilità normativa come problema rilevante. A complicare il quadro, la stratificazione legislativa: un accumulo di atti normativi nell’arco di un secolo che alimenta incertezza, interpretazioni difformi e adempimenti che cambiano spesso prima ancora di diventare realmente operativi.
La proposta: “Once Only”, SUAP forte e standard regionali unici
La tesi di Confartigianato è netta: sburocratizzare non significa deregolare, ma semplificare in modo intelligente, riducendo duplicazioni e punti di attrito. Tra le proposte messe nero su bianco emergono quattro direttrici operative.
La prima riguarda una digitalizzazione estesa e interoperabile, con banche dati che dialoghino tra loro, trasmissione diretta delle istanze e fine della richiesta ripetuta degli stessi documenti. La seconda punta alla standardizzazione regionale: modulistica unica, front-office digitali uniformi, nomenclatura omogenea dei procedimenti e tempi certi, così che un’impresa non debba cambiare “linguaggio” e percorso ogni volta che si sposta da un Comune all’altro. La terza insiste sulla razionalizzazione delle competenze, riducendo il numero di enti coinvolti e individuando un referente unico per procedimento. La quarta introduce un criterio di proporzionalità degli oneri, calibrati sul rischio e sulla dimensione dell’impresa.
Il presidente Roberto Boschetto richiama in particolare il principio europeo del “Once Only”: un’unica istanza, una piattaforma, una risposta definitiva, controlli concentrati senza duplicazioni. E chiede di rafforzare il SUAP come punto di accesso reale, superando le disomogeneità territoriali attraverso standard regionali di procedure, modulistica e tempistiche. Sullo sfondo, anche il rilancio dell’idea di un Consiglio regionale dell’economia, una sorta di “CNEL del Veneto”, per dare continuità al confronto tra istituzioni e sistema produttivo.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to