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Carnevale di Venezia 2026: stop ai coriandoli in plastica, festa più pulita e canali più protetti

26/01/2026

Carnevale di Venezia 2026: stop ai coriandoli in plastica, festa più pulita e canali più protetti

Al Carnevale di Venezia del 2026 l’effetto “nevicata” resta, ma cambia la materia: niente più coriandoli in plastica, né stelle filanti in plastica, né cannoni spara-coriandoli con contenuti non naturali. Il sindaco Luigi Brugnaro ha firmato un’ordinanza valida su tutto il territorio comunale che estende il divieto anche a feste, manifestazioni ed eventi collegati alle celebrazioni, quindi non soltanto al programma ufficiale in centro storico.

La misura si inserisce nel percorso “Venezia plastic free” e nasce da un dato molto concreto: dopo poche ore di festa, quei frammenti leggeri diventano rifiuti difficili da raccogliere davvero, soprattutto quando finiscono tra pietra, masegni e bordi dei canali, o quando la pioggia li trascina verso griglie, caditoie e chiusini.

Perché il Comune dice no: decoro urbano, caditoie e inquinamento dei rii

Nel testo dell’ordinanza la motivazione è esplicita e pratica: la dispersione di coriandoli e stelle filanti in plastica comporta imbrattamento di calli, campi, marciapiedi e spazi pubblici, oltre al rischio di intasamento delle caditoie stradali e dei chiusini in caso di pioggia; l’effetto a catena riguarda l’ambiente, con un impatto diretto su rii e canali, e produce anche costi aggiuntivi per la pulizia e un danno d’immagine per la città, che vive di bellezza ma anche di manutenzione quotidiana.

A Venezia, dove lo spazio è fragile e la gestione dei flussi è già una sfida, la plastica “festiva” ha un problema ulteriore: si spezza in frammenti piccoli, si infila ovunque, si mescola a foglie e detriti, e quando scappa alla raccolta diventa micro-rifiuto persistente. Il provvedimento prova a intervenire prima, sul gesto che genera il residuo.

Cosa cambia per cittadini, negozi e organizzatori di eventi

Il divieto riguarda i prodotti in materiali non naturali: coriandoli in plastica, stelle filanti in plastica, cannoncini con coriandoli in plastica e oggetti analoghi. Ne discende un cambiamento semplice ma importante nelle abitudini: chi organizza una festa in maschera, un evento di quartiere o un momento privato legato al Carnevale dovrà orientarsi su alternative compatibili, scegliendo coriandoli e stelle filanti in carta, materiali vegetali o soluzioni certificate come biodegradabili, con attenzione però a non confondere “biodegradabile” con “si può lasciare a terra”. La festa resta festa, ma la regola sposta il peso su scelte d’acquisto più consapevoli e su comportamenti meno “usa e sparisci”.

Non a caso, nelle comunicazioni legate all’ordinanza si invita a leggere bene l’etichetta: composizione, indicazioni di smaltimento, eventuali certificazioni, perché spesso la confezione “verde” non coincide con un prodotto davvero privo di plastica o di microcomponenti sintetiche.

Venezia, in sostanza, non sta chiedendo un Carnevale più sobrio, sta chiedendo un Carnevale più responsabile: la stessa leggerezza nell’aria, meno leggerezza nella gestione dei rifiuti.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.