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Carnevale, il motore economico del fuori stagione: oltre 1,5 miliardi di euro tra turismo, dolci e maschere

15/02/2026

Carnevale, il motore economico del fuori stagione: oltre 1,5 miliardi di euro tra turismo, dolci e maschere

Il Carnevale si conferma uno degli appuntamenti più rilevanti del calendario turistico italiano nel periodo invernale, capace di generare un impatto economico che supera complessivamente 1,5 miliardi di euro. A stimarlo è un’indagine condotta da CNA tra le imprese associate coinvolte, direttamente e indirettamente, nelle attività legate alle manifestazioni carnevalesche.

Un dato che racconta come questa ricorrenza, oltre a essere un momento di tradizione e spettacolo, rappresenti un vero volano per il sistema economico locale e nazionale, sostenendo turismo, artigianato, commercio e filiere agroalimentari.

Turismo e territori: quasi 2 milioni di visitatori

Tra giovedì e martedì grasso sono attesi quasi 2 milioni di visitatori, con un giro d’affari stimato in oltre 500 milioni di euro tra pernottamenti, ristorazione e servizi collegati. A incidere in modo crescente è la componente internazionale: in molte località gli arrivi dall’estero rappresentano oltre la metà del totale, contribuendo ad allungare la stagione turistica e a rafforzare il posizionamento delle città italiane sui mercati stranieri.

Venezia si conferma la regina del Carnevale con un movimento economico superiore ai 200 milioni di euro. Il fascino senza tempo delle calli e delle maschere tradizionali continua ad attrarre visitatori da tutto il mondo. Subito dopo si colloca Viareggio, con un valore stimato attorno agli 80 milioni di euro, grazie alla forza dei suoi carri allegorici e alla lunga tradizione artistica.

Numeri significativi si registrano anche in altri centri simbolo della festa: Ivrea e Fano, poi Putignano, Cento, Acireale, Sciacca, Sappada e Mamoiada, ciascuna con una propria identità culturale capace di generare indotto e valorizzare le economie locali.

Dolci tipici e maschere: tradizione che diventa mercato

Una quota rilevante del business carnevalesco è rappresentata dall’enogastronomia. Il giro d’affari dei dolci tipici raggiunge circa 900 milioni di euro, con un trend in crescita negli ultimi anni e vendite che iniziano già a metà gennaio. Le chiacchiere – declinate nelle diverse denominazioni regionali – si sono affermate come simbolo nazionale del periodo, analogamente a quanto avviene per panettone e pandoro a Natale o per la colomba a Pasqua.

Chiacchiere in Lombardia, Piemonte, Campania e Sicilia, frappe nel Lazio, cenci in Toscana, bugie in Liguria, ciarline in Emilia, fiocchetti in Romagna, crostoli in Friuli-Venezia Giulia: una geografia del gusto che racconta la varietà delle tradizioni italiane e sostiene migliaia di pasticcerie e laboratori artigiani.

Accanto ai dolci, restano centrali le maschere e i costumi. Dai personaggi classici della Commedia dell’Arte – Arlecchino, Pulcinella, Colombina – ai travestimenti ispirati ai protagonisti dei cartoni animati più amati, il mercato dei costumi vale complessivamente circa 180 milioni di euro. Un settore trainato in particolare dagli oltre 8 milioni di bambini delle scuole dell’infanzia ed elementari, ma che coinvolge anche adulti e appassionati di eventi tematici.

Il Carnevale, dunque, non è soltanto una festa popolare: è un sistema articolato che intreccia cultura, artigianato e turismo, dimostrando come le tradizioni possano tradursi in sviluppo economico e opportunità per i territori.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.