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CNA: positivo l’annuncio del Governo sui costi dell’energia, ma servono misure davvero accessibili

11/01/2026

CNA: positivo l’annuncio del Governo sui costi dell’energia, ma servono misure davvero accessibili

L’annuncio del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni su un prossimo intervento per ridurre il costo dell’energia destinato a essere discusso in una delle future riunioni del Consiglio dei Ministri viene accolto con favore dalla CNA, che da tempo segnala l’impatto crescente delle bollette sul tessuto produttivo nazionale. Per le micro e piccole imprese, in particolare, il tema energetico resta una delle principali voci di pressione sui bilanci, con effetti diretti sulla competitività e sulla capacità di programmare investimenti.

Il giudizio positivo espresso dalla Confederazione si accompagna tuttavia a una richiesta chiara: le misure annunciate devono tradursi in strumenti concreti, immediatamente fruibili anche da quella platea di imprese che costituisce l’ossatura dell’economia italiana e che oggi sconta un peso sproporzionato degli oneri generali di sistema.

Energia e microimprese: una criticità strutturale

Il costo dell’energia rappresenta un fattore di fragilità persistente, soprattutto per le attività di dimensioni ridotte. Laboratori artigiani, piccole manifatture, esercizi di servizio e imprese diffuse nei territori non hanno margini sufficienti per assorbire aumenti prolungati delle tariffe, né strumenti contrattuali per negoziare condizioni più favorevoli. Secondo CNA, il problema non riguarda solo il prezzo della materia prima, ma anche la struttura degli oneri che gravano sulle bollette, una componente che incide in modo più marcato proprio sulle imprese più piccole.

In questo quadro, l’attenzione del Governo verso un intervento di riduzione dei costi viene letta come un segnale politico rilevante, ma insufficiente se non accompagnato da una revisione più ampia delle modalità di sostegno alle attività produttive. Il rischio, evidenziato dalla Confederazione, è che i benefici si concentrino ancora una volta sulle realtà di maggiori dimensioni, lasciando ai margini chi opera con investimenti contenuti e risorse limitate.

Zes unica: opportunità da rendere inclusiva

Durante la conferenza stampa, la Presidente del Consiglio ha richiamato il modello della Zes unica come leva per sostenere gli investimenti su tutto il territorio nazionale. CNA riconosce l’efficacia di questo strumento, ma sottolinea una criticità che ne limita l’impatto reale: la soglia minima di investimento fissata a 200mila euro, considerata fuori portata per una larga parte delle micro e piccole imprese.

Per la Confederazione, rendere il meccanismo davvero accessibile significa abbassare le barriere di ingresso e calibrare gli incentivi su progetti di dimensione più contenuta, ma non per questo meno strategici. Innovazione tecnologica, efficientamento energetico, ammodernamento degli impianti e digitalizzazione dei processi sono ambiti in cui anche piccoli investimenti possono produrre effetti significativi, a patto che il quadro normativo li renda praticabili.

L’auspicio espresso da CNA è che il confronto con il Governo porti a una definizione più equilibrata degli strumenti in campo, capace di tenere insieme riduzione dei costi energetici e sostegno agli investimenti diffusi. Una risposta credibile passa dalla capacità di riconoscere il ruolo delle micro e piccole imprese, non come segmento residuale, ma come componente essenziale della tenuta economica e sociale del Paese.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.