Confartigianato Edilizia Veneto: il piano “Generazione Casa” tra risposta sociale e rilancio dei cantieri
11/01/2026
La questione abitativa in Veneto torna al centro del dibattito pubblico con l’annuncio del piano regionale “Generazione Casa”, un intervento che prova a rimettere ordine in un quadro segnato da alloggi pubblici inutilizzati, canoni privati fuori portata per una parte crescente di lavoratori e un settore edilizio che, dopo la fine degli incentivi straordinari, fatica a trovare continuità. La posizione espressa da Confartigianato Edilizia Veneto si inserisce in questo contesto con toni pragmatici, legati tanto all’emergenza sociale quanto alle prospettive produttive.
Il piano, presentato dal Presidente della Regione Alberto Stefani, punta sul recupero di circa 8.800 alloggi popolari oggi sfitti perché bisognosi di interventi di riqualificazione o ristrutturazione. Una scelta che evita nuova edificazione e rimette in circolo patrimonio pubblico già esistente, con effetti immediati sul fronte abitativo e su quello del lavoro.
Alloggi sfitti e diritto alla casa: una risposta strutturale
Il fabbisogno abitativo non riguarda soltanto le fasce più fragili. In Veneto cresce il numero di persone con un’occupazione stabile che incontrano difficoltà a sostenere i canoni del mercato privato, specie nei centri urbani e nelle aree a maggiore attrattività economica. In questo scenario, il recupero dell’edilizia residenziale pubblica assume un valore che va oltre l’assistenza: diventa uno strumento di riequilibrio sociale.
La revisione della legge regionale 39/2017, indicata come uno dei cardini del piano, mira a rendere più rapido e funzionale il processo di riassegnazione degli alloggi, superando vincoli che negli anni hanno contribuito a lasciare vuote migliaia di abitazioni. Per Confartigianato Edilizia Veneto, la direzione intrapresa appare coerente con la realtà del territorio: rispondere a un bisogno concreto utilizzando risorse già disponibili, riducendo tempi morti e dispersioni.
Un’opportunità concreta per il comparto edilizio e impiantistico
Sul piano economico, “Generazione Casa” intercetta una fase delicata per il settore delle costruzioni. In Veneto operano circa 40.000 imprese edilizie, con una presenza capillare di realtà artigiane specializzate nelle costruzioni, nella posa e nelle finiture. La fine del Superbonus ha lasciato molte aziende senza una programmazione chiara dei lavori, con il rischio di un rallentamento prolungato.
Il recupero degli alloggi pubblici rappresenta, in questo senso, lavoro immediato e diffuso, adatto alle competenze dell’artigianato locale. Accanto alle imprese edili, un ruolo centrale spetta all’impiantistica: oltre 10.200 imprese artigiane chiamate a intervenire su efficientamento energetico, sicurezza e adeguamento tecnologico degli edifici. Senza questo anello della filiera, la riqualificazione resterebbe incompleta.
La scelta di puntare sull’esistente ha anche una valenza ambientale, perché riduce il consumo di suolo e valorizza interventi mirati, spesso meno invasivi ma ad alta intensità di lavoro qualificato. Un modello che, se accompagnato da tempi certi e procedure chiare, può sostenere occupazione e qualità urbana.
Il messaggio che arriva dal mondo artigiano è diretto: la programmazione c’è, le imprese sono pronte, ora serve la traduzione operativa delle scelte politiche. Cantieri aperti, iter snelli, risorse accessibili. È su questo terreno che il piano regionale sarà misurato.
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