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Cybersecurity a San Marco, accordo tra Polizia e Procuratoria

27/05/2026

Cybersecurity a San Marco, accordo tra Polizia e Procuratoria

La Polizia di Stato e la Procuratoria di San Marco hanno firmato a Venezia un protocollo d’intesa per prevenire e contrastare i crimini informatici contro i sistemi e i servizi digitali collegati alla tutela della basilica. L’accordo è stato siglato nella sede della Questura lagunare dal dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per il Veneto, Tiziana Pagnozzi, e dal primo procuratore di San Marco, Bruno Barel, con l’avallo del questore Antonio Sbordone e alla presenza del prefetto Darco Pellos.

Un’intesa per proteggere infrastrutture digitali sensibili

La convenzione rientra nelle direttive del ministro dell’Interno per il potenziamento delle attività di prevenzione della criminalità informatica. La strategia prevede accordi con enti e aziende che gestiscono servizi e prestazioni ritenuti fondamentali per il sistema Paese, sia sul piano economico sia su quello sociale.

Nel caso della Procuratoria di San Marco, l’obiettivo è rafforzare la protezione dei sistemi informativi di un ente chiamato a tutelare uno dei luoghi simbolo del patrimonio storico e religioso italiano. La collaborazione permetterà di rendere più rapida la comunicazione tra le parti in presenza di emergenze, vulnerabilità o incidenti informatici capaci di compromettere infrastrutture e servizi digitali.

Scambio di informazioni e risposta agli attacchi

Il protocollo prevede la condivisione e l’analisi di informazioni utili a prevenire attacchi, danneggiamenti o compromissioni dei sistemi informatici della Procuratoria. La collaborazione riguarderà anche la segnalazione di minacce, vulnerabilità e incidenti che possano incidere sulla sicurezza delle infrastrutture di telecomunicazione e sulla corretta erogazione dei servizi.

Un altro punto centrale riguarda l’identificazione dell’origine degli attacchi informatici. La Polizia Postale opera infatti attraverso il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche e, sul territorio, tramite i Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica attivi a livello regionale. Questa rete consente di intervenire con competenze specialistiche e strumenti tecnici dedicati alla tutela di strutture considerate strategiche.

Formazione condivisa contro il cybercrime

L’accordo stabilisce anche uno scambio costante di know-how sul piano formativo, con l’obiettivo di affrontare il cybercrime attraverso conoscenze più avanzate e strumenti operativi aggiornati. Durante la cerimonia, il questore di Venezia Antonio Sbordone ha richiamato il valore dell’approccio sinergico nella gestione dei rischi digitali, sottolineando la necessità di rafforzare la sicurezza informatica degli enti presenti sul territorio.

La dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per il Veneto, Tiziana Pagnozzi, ha ricordato che il protocollo si inserisce in una più ampia politica di cooperazione con le realtà locali. In Veneto sono già 36 le aziende private e le pubbliche amministrazioni locali che hanno sottoscritto convenzioni analoghe, 15 delle quali nella sola Città metropolitana di Venezia.

Il primo procuratore di San Marco, Bruno Barel, ha definito l’intesa uno strumento necessario per garantire la sicurezza del sistema informatico delle Procuratorie. Il prefetto Darco Pellos ha chiuso l’incontro evidenziando il ruolo del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica nel contrasto ai reati informatici e nel rafforzamento della protezione delle strutture digitalizzate.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to