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Decreto Bollette, Confartigianato Veneto: “Bene la riduzione degli oneri, ora chiarezza sui meccanismi”

20/02/2026

Decreto Bollette, Confartigianato Veneto: “Bene la riduzione degli oneri, ora chiarezza sui meccanismi”

Confartigianato Imprese Veneto accoglie con favore l’approvazione del Decreto Bollette da parte del Consiglio dei Ministri, in particolare per l’impegno a ridurre gli oneri di sistema a carico di artigiani e piccole imprese. Un intervento che, secondo l’associazione, risponde a una criticità strutturale che da tempo incide sulla competitività del tessuto produttivo.

Il presidente regionale Roberto Boschetto parla di un segnale positivo, sottolineando come sia stata recepita la richiesta di intervenire su un costo ritenuto sproporzionato rispetto alla capacità finanziaria delle micro e piccole imprese. “Attendiamo ora di conoscere nel dettaglio i meccanismi applicativi del provvedimento – osserva – perché l’efficacia concreta dipenderà dalle modalità di utilizzo delle risorse”.

Il nodo delle risorse e l’impatto sui costi energetici

Secondo le stime elaborate da Confartigianato, il beneficio per le imprese potrebbe variare sensibilmente in base alla gestione del gettito previsto. Se le risorse venissero distribuite anno per anno, la riduzione degli oneri si attesterebbe intorno ai 3 euro per megawattora. Diversamente, utilizzando nell’immediato l’intero miliardo derivante dall’aumento Irap previsto su tre anni – salvo recupero attraverso oneri futuri – l’abbattimento potrebbe raggiungere circa 8 euro per MWh.

Una differenza significativa per aziende che operano con margini già compressi dall’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia. Nel 2024, secondo l’associazione, le micro e piccole imprese italiane hanno sostenuto una spesa complessiva di 8,8 miliardi di euro per l’elettricità, con un extracosto di 1,6 miliardi rispetto alla media europea.

Il Veneto risulta la seconda regione più penalizzata, con 231 milioni di euro di extracosti rispetto alla media UE, subito dopo la Lombardia. Il prezzo medio dell’energia elettrica per le micro e piccole imprese italiane si attesta a 28 centesimi per kWh, superiore del 22,5% rispetto alla media europea. A incidere in modo determinante è il carico fiscale e parafiscale, superiore del 117,4% rispetto alla media dell’Unione.

Le criticità sul “Conto Energia” e la proposta sugli oneri

Confartigianato esprime invece perplessità sul meccanismo di fuoriuscita volontaria dagli incentivi del “Conto Energia” con obbligo di repowering dal 2028. Secondo Boschetto, la misura potrebbe generare extracosti stimati in circa 3 miliardi di euro nell’arco di dieci anni, con il rischio di sottrarre risorse ad altre forme di transizione energetica considerate più urgenti o meno onerose.

La proposta avanzata dall’associazione punta a rivedere la struttura di finanziamento degli oneri generali di sistema, trasferendone almeno una parte al di fuori della bolletta elettrica per rendere il meccanismo più equo e trasparente. Tra le possibili fonti alternative vengono indicati i proventi delle aste delle quote di emissione di CO₂.

Il confronto ora si sposta sull’attuazione concreta del decreto. Per il sistema produttivo veneto, la riduzione dei costi energetici rappresenta un passaggio decisivo per recuperare competitività in un contesto europeo sempre più sfidante.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.