Export veneto verso Asia e Golfo: 2,37 miliardi e una nuova cabina di regia a Singapore
16/02/2026
Il Veneto consolida la propria proiezione internazionale verso Asia e Golfo con numeri che raccontano una traiettoria solida e selettiva. Nel periodo ottobre 2024 – settembre 2025 l’export manifatturiero regionale diretto a Singapore, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti e Thailandia ha raggiunto 2.367.310.211 euro, pari al 3,1% del totale esportato. Una quota tutt’altro che marginale, se si considera la distanza geografica e la complessità di mercati caratterizzati da standard elevati, forte concorrenza e dinamiche commerciali in rapida evoluzione.
In questo contesto si inserisce l’apertura della nuova sede organizzativa veneta della Camera di Commercio Italiana a Singapore, inaugurata a Rubano (Padova). Un’iniziativa accolta con favore dal presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto, che l’ha definita un presidio strategico per rafforzare la presenza delle imprese regionali nei mercati asiatici e mediorientali.
Emirati in accelerazione, Corea e Sud-Est asiatico in crescita costante
La fotografia dei flussi commerciali evidenzia il ruolo trainante degli Emirati Arabi Uniti, che da soli assorbono 1.375.945.488 euro di export veneto, pari all’1,8% del totale regionale. Il dato più significativo è l’incremento del +23,3% registrato negli ultimi dodici mesi: una crescita che conferma la centralità del mercato emiratino per il manifatturiero, grazie a investimenti infrastrutturali, domanda di tecnologie e forte capacità di spesa.
La Corea del Sud rappresenta il secondo sbocco nell’area considerata, con 538.639.587 euro (0,7%). Seguono Thailandia, con 282.850.404 euro (0,4%), e Singapore, con 169.874.727 euro (0,2%). Numeri che, letti insieme, restituiscono l’immagine di un Veneto capace di presidiare mercati diversificati, ciascuno con proprie specificità normative e culturali.
I settori chiave: macchinari, moda e medicale
La struttura merceologica dell’export conferma la vocazione produttiva regionale. In primo piano macchinari e apparecchiature, asse portante della manifattura veneta, affiancati dal sistema moda – dalla pelle alla gioielleria – e dagli strumenti e forniture medico-dentistiche.
In Corea del Sud, ad esempio, l’export di articoli in pelle raggiunge i 132 milioni di euro, mentre le forniture medico-dentistiche toccano i 69 milioni. A Singapore si registrano quasi 29 milioni di euro di apparecchiature, 23,6 milioni di macchinari e 14 milioni tra gioielleria e bigiotteria. Dati che riflettono una specializzazione orientata alla qualità, alla personalizzazione e alla capacità di operare su nicchie ad alto valore aggiunto.
Secondo Boschetto, la tenuta del Veneto risiede in quella che definisce una “biodiversità merceologica”: un sistema produttivo composto per il 95% da piccole e medie imprese, spesso organizzate in distretti, dove competenze artigiane e innovazione industriale convivono in modo virtuoso. In tale prospettiva, il nuovo presidio collegato alla Camera di Commercio Italiana a Singapore assume un ruolo di raccordo tra istituzioni, associazioni e imprese, con l’obiettivo di facilitare relazioni, partnership e percorsi di aggregazione.
All’inaugurazione erano presenti i segretari delle Camere di commercio di Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti e Thailandia, insieme a Venicepromex e all’assessore regionale alle Imprese Massimo Bitonci: una presenza istituzionale ampia che segnala la volontà di strutturare un dialogo stabile con aree considerate ad alto potenziale.
Per un territorio che vive di manifattura diffusa, il rafforzamento di questi canali non rappresenta soltanto un’opportunità commerciale, ma una leva di posizionamento strategico in mercati dove reputazione, affidabilità e relazioni di lungo periodo fanno la differenza.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to