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Export veneto verso l’India in forte crescita: opportunità e nodi aperti per l’artigianato

31/01/2026

Export veneto verso l’India in forte crescita: opportunità e nodi aperti per l’artigianato

L’India si conferma un mercato sempre più strategico per il Veneto. Negli ultimi dodici mesi l’export regionale verso il Paese asiatico ha registrato un incremento del 13,8%, raggiungendo il valore complessivo di 705 milioni di euro. Un risultato che assume un peso ancora maggiore alla luce dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India, destinato a ridisegnare le condizioni di accesso a uno dei mercati più grandi e complessi al mondo.

I dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Veneto fotografano una crescita trainata da settori chiave della manifattura. Accanto ai macchinari e alle apparecchiature, che restano il primo comparto per valore esportato con 256 milioni di euro e una quota del 36,4%, emergono con forza i prodotti della metallurgia, che raddoppiano i volumi con un +105%. Seguono la chimica, con una quota del 9,7%, e altri prodotti manifatturieri al 9,6%, tra cui forniture mediche, dentistiche e gioielleria.

Metallurgia e chimica: la spinta delle filiere industriali

Il balzo in avanti della metallurgia rappresenta uno dei segnali più significativi. Secondo Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, questo andamento indica un cambio di passo strutturale: le imprese venete stanno entrando sempre più stabilmente nelle catene di fornitura dell’industria indiana, fornendo semilavorati e materiali ad alto valore aggiunto destinati a meccanica, automotive e impiantistica. Un terreno sul quale l’accordo UE-India può rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale.

Positivo anche il quadro del comparto chimico. I prodotti chimici veneti esportati in India superano i 68 milioni di euro, confermando una crescita costante in un mercato storicamente caratterizzato da dazi elevati e standard tecnici complessi. Per Raffaello Giora, presidente della Federazione Chimica Gomma Plastica di Confartigianato Veneto, la riduzione delle barriere tariffarie può rappresentare un fattore decisivo soprattutto per le imprese artigiane e medio-piccole, che finora hanno faticato ad assorbire costi doganali e adempimenti burocratici. Un vantaggio che si riflette sull’intera filiera, dalla trasformazione delle materie prime fino ai prodotti finali ad alte prestazioni.

L’oro sotto pressione: i timori del comparto orafo

Accanto alle opportunità, emergono però preoccupazioni rilevanti. Il comparto orafo guarda con attenzione, ma anche con cautela, agli effetti dell’accordo. Piero Marangon, presidente del gruppo di mestiere orafi di Confartigianato Veneto, avverte che l’azzeramento dei dazi in ingresso potrebbe rafforzare la concorrenza asiatica, mettendo sotto pressione la fascia più bassa della produzione, quella dove il sistema veneto risulta più esposto.

Il Made in Italy del gioiello, pur riconosciuto per qualità e design, fatica ancora a imporsi su un mercato come quello indiano, fortemente attratto da produzioni di gusto etnico. Non a caso, il saldo della bilancia commerciale con l’India resta negativo, nonostante i segnali di crescita dell’export. Il rischio, secondo Marangon, è che il nuovo quadro favorisca operazioni di acquisizione da parte di gruppi indiani su aziende venete, come già accaduto in passato.

L’export verso l’India si presenta dunque come una leva di sviluppo potente ma non priva di criticità. La sfida, per l’artigianato veneto, sarà trasformare l’apertura dei mercati in un rafforzamento duraturo delle proprie filiere, tutelando al tempo stesso i comparti più sensibili alla concorrenza globale.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.