FantaSanremo e CNA: il Festival dove il “dietro le quinte” diventa protagonista
26/02/2026
C’è un momento, durante la settimana sanremese, in cui il Paese si divide tra chi ascolta la prima nota e chi controlla la classifica della propria lega. Il FantaSanremo è ormai un rito parallelo: un gioco che ha superato i 2 milioni di squadre, con nomi improbabili, regolamenti imparati a memoria e chat familiari più infuocate di certe finali. Non è soltanto una trovata social: è un termometro culturale che racconta quanto il Festival sia diventato esperienza condivisa, partecipata, commentata in tempo reale.
Dietro quella “seconda vita” del Festival c’è anche una storia imprenditoriale marchigiana: tutto nasce da una cena tra amici a Porto Sant’Elpidio, poi prende forma in MK2, startup associata a CNA Fermo, capace di trasformare un’idea leggera in un fenomeno nazionale e di conquistare il Premio Cambiamenti di CNA. Il messaggio è chiaro: innovazione e radici locali possono convivere, quando la creatività viene trattata come lavoro serio.
Startup, musica e nuove comunità: l’ecosistema che cresce intorno al Festival
Sanremo, oggi, è anche una piattaforma di relazioni: tra palco e città si muove un sistema fatto di imprese, progetti, linguaggi. La presenza di Feelers, premiata da CNA Trapani (Premio Cambiamenti 2024), va letta in questa chiave: un’app che punta a cambiare il modo in cui si scopre e si condivide musica, con attenzione particolare agli artisti emergenti. In un contesto dove la visibilità è moneta, strumenti di scoperta diventano infrastrutture culturali.
Nel frattempo, il Festival mette in moto un artigianato silenzioso ma decisivo. Acconciatura, make-up, styling: competenze che non chiedono applausi, ma pretendono precisione assoluta. Professionisti CNA come Miranda Subashi Dedej, Antonella Scarlata ed Erminio Zinni lavorano sul confine più difficile: rendere perfetto ciò che deve apparire naturale. E c’è anche chi conserva la memoria visiva di questi giorni, come Marco Ravagli, fotografo degli eventi CNA Nazionale, che cattura gesti e dettagli destinati a diventare racconto.
Premi, cucina e impresa: quando Sanremo esce dal teatro
A Casa Sanremo il Festival continua lontano dall’Ariston, e CNA porta una delegazione nazionale impegnata in incontri e appuntamenti tra 26 e 27 febbraio, con la consegna di riconoscimenti che parlano di futuro. Il Grand Prix Sanremo (27 febbraio, ore 16) e l’Eco Move Prize (26 febbraio, ore 16), dedicato a sostenibilità, sport e mobilità, costruiscono un ponte tra intrattenimento e innovazione. In quest’ultimo contesto vengono premiate le Lady Chef della Federazione Italiana Cuochi, presenti durante la kermesse con una squadra di cuoche da tutta Italia per raccontare le tradizioni regionali nel luogo più strategico: l’ospitalità.
La cucina diventa persino format territoriale: sulla terrazza dell’Hotel Nazionale, CNA Imperia e Comune di Ranzo lanciano il “Piatto del Festival 2026”, con lo chef Maurizio Pinto che reinterpreta il Cappon Magro. L’idea della Settimana della Cucina del Festival, destinata a viaggiare anche fuori Sanremo, è una mossa intelligente: portare l’esperienza oltre la città attraverso ricette, tutorial e menù dedicati.
Tra i segni più densi c’è poi il premio “ASPASIA – L’In-Genio è Donna”, promosso da CNA Impresa Donna e CNA Artigianato Artistico e Tradizionale, nell’anno in cui la Confederazione celebra 80 anni e, simbolicamente, richiama anche l’anniversario del voto alle donne in Italia. Un premio che non “rappresenta” l’artigianato: è artigianato, perché è un’opera realizzata da mani CNA.
Sanremo, così, smette di essere un evento e somiglia a un ecosistema: musica, impresa, creatività, gusto, impegno civile. E mentre dal divano si aspetta il bonus giusto, vale la pena osservare l’altra partita: quella di chi costruisce il Festival, dettaglio dopo dettaglio.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to