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Fieste de Patrie dal Friûl 2026–2028: memoria, lingua e comunità

09/02/2026

Fieste de Patrie dal Friûl 2026–2028: memoria, lingua e comunità

Con l’approvazione del programma triennale 2026–2028 della Fieste de Patrie dal Friûl, la Regione Friuli Venezia Giulia definisce un percorso di celebrazione che intreccia storia, identità linguistica e partecipazione delle comunità locali. Il via libera della Giunta, su proposta elaborata dall’Agenzia regionale per la lingua friulana, mette a disposizione risorse complessive per 165 mila euro nel triennio, a cui si aggiungono 20 mila euro di fondi propri dell’Agenzia, con un investimento che nel solo 2026 raggiunge 75 mila euro.

A illustrare le scelte alla base del programma è stato l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, sottolineando il valore simbolico delle sedi individuate per l’edizione 2026 e l’attenzione a due anniversari che segnano profondamente la memoria collettiva friulana.

Montenars e Artegna al centro delle celebrazioni

Per il 2026 le comunità di Montenars e Artegna sono state scelte come sedi principali degli eventi. Una decisione che rende omaggio al cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976, che colpì duramente proprio queste località, e che riconosce il ruolo della ricostruzione come elemento fondativo dell’identità friulana contemporanea.

L’evento centrale si svolgerà con una cerimonia civile che prevede la lettura della bolla imperiale del 3 aprile 1077, atto istitutivo dello Stato patriarcale di Aquileia, il passaggio della bandiera e la celebrazione della Santa Messa da parte dei rappresentanti delle tre diocesi friulane. Per l’organizzazione di questo appuntamento sono stati riservati 7.500 euro, mentre la quota principale delle risorse sarà destinata al sostegno diffuso delle iniziative sul territorio.

Un bando per la cultura in lingua friulana

Il programma triennale prevede la pubblicazione di un bando pubblico che distribuirà 67.500 euro nel 2026 a sostegno di eventi culturali, pubblicazioni e spettacoli teatrali o musicali rigorosamente in lingua friulana. Potranno partecipare i comuni delle ex province di Gorizia, Pordenone e Udine, oltre a sette comuni del Veneto orientale inseriti nelle aree di tutela linguistica.

La misura, che ha ottenuto il parere favorevole dell’Assemblea di comunità linguistica friulana, rafforza una visione della festa come momento condiviso e diffuso, capace di valorizzare iniziative locali e di promuovere l’uso pubblico della lingua friulana in contesti contemporanei e accessibili.

Omaggio a Giuseppe Marchetti tra arte e memoria

Tra le iniziative speciali del 2026 spicca la realizzazione, a Gemona del Friuli, di un’opera in mosaico dedicata al sessantesimo anniversario della morte di Giuseppe Marchetti. Il progetto nasce dalla collaborazione con la Scuola Mosaicisti del Friuli e sarà esposto nella nuova sede della scuola superiore intitolata allo studioso, originario di Montenars.

L’opera rafforza il legame tra storia, formazione e arti applicate, mettendo in dialogo il patrimonio intellettuale friulano con una delle sue eccellenze riconosciute a livello internazionale.

Una festa come investimento identitario

Il programma 2026–2028 della Fieste de Patrie dal Friûl si configura come un investimento culturale che guarda al lungo periodo. Attraverso risorse mirate, luoghi simbolici e un’attenzione costante alla lingua, la Regione sceglie di trasformare la celebrazione in uno spazio di memoria attiva, capace di parlare alle comunità locali e di rafforzare il senso di appartenenza a una storia condivisa.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.