Giustizia civile in Veneto: 346 giorni medi, ma Venezia viaggia verso gli 800. Per le imprese è un costo nascosto
20/01/2026
La giustizia civile, per chi fa impresa, non è un capitolo da addetti ai lavori: è un fattore che incide su liquidità, decisioni di investimento, gestione dei rapporti commerciali e del personale. È su questo terreno che si innestano i dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato, a partire dagli indicatori contenuti nell’allegato al Documento programmatico di finanza pubblica 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il quadro che emerge racconta un rallentamento che rischia di complicare il percorso verso i traguardi fissati dal PNRR, in particolare l’obiettivo — entro giugno 2026 — di ridurre del 40% i tempi di trattazione rispetto al 2019.
Nel 2024 la durata media nazionale di un procedimento civile nei tribunali ordinari è indicata in 364 giorni, con una frattura geografica netta: alcune regioni del Nord registrano performance più rapide, mentre nel Mezzogiorno e nelle Isole i tempi diventano sensibilmente più lunghi. In questo scenario il Veneto si colloca a 346 giorni medi: un valore lievemente migliore del dato nazionale, ma tutt’altro che uniforme al proprio interno.
Un Veneto “a due velocità”: Verona rapida, Venezia in affanno
Il dato regionale, letto senza scomporlo, rischia di essere fuorviante. I numeri citati da Confartigianato indicano infatti una distanza marcata tra tribunali: Verona rappresenta la performance più brillante, con una durata media di 200 giorni, mentre Venezia si posiziona all’estremo opposto con 773 giorni, una soglia che, per un contenzioso civile ordinario, equivale a trasformare l’attesa in parte sostanziale del problema.
Sul piano dell’operatività economica, questa disomogeneità non è una semplice curiosità statistica: significa che la stessa impresa, a parità di regole e di mercato, può trovarsi a vivere contesti radicalmente diversi a seconda del foro competente. La giustizia, quando procede a velocità così divergenti, finisce per produrre un effetto di “geografia competitiva” interna: alcune aree diventano più affidabili per contratti e recupero crediti, altre più incerte e costose.
Per le micro e piccole imprese il tempo diventa denaro immobilizzato
Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, lo sintetizza con un’espressione efficace: la giustizia civile è una variabile economica concreta. Tempi lunghi significano risorse bloccate, credito commerciale più rischioso, difficoltà nel far valere un diritto senza consumare mesi — quando va bene — e anni quando va male. Per un’azienda artigiana, che spesso lavora con margini misurati e con una struttura finanziaria meno elastica rispetto alle grandi realtà, un contenzioso che si trascina può assomigliare a una sanzione indiretta: non per chi sbaglia, ma per chi prova a far rispettare un accordo.
L’impatto è doppio: da un lato pesa sul presente (cassa, fornitori, programmazione), dall’altro altera il comportamento futuro, perché induce prudenza e rinuncia: meno propensione ad aprire nuovi rapporti, più richiesta di garanzie, più attenzione difensiva che espansiva.
Il capitolo lavoro: un dato regionale alto e un paradosso veneziano
Ancora più delicata la sezione relativa ai procedimenti civili in materia di lavoro privato (lavoro dipendente, parasubordinato e licenziamenti). A livello nazionale il disposition time indicato è pari a 401 giorni; in Veneto sale a 434 giorni. Anche qui la mappa non è omogenea: Belluno risulta il territorio con la durata più elevata (820 giorni), mentre Venezia presenta il dato più contenuto (297 giorni), un’inversione rispetto alla criticità registrata sul civile ordinario.
È un paradosso che merita attenzione, perché suggerisce che non esiste un solo “problema giustizia”, ma problemi diversi, legati a carichi di lavoro, organizzazione, specializzazione e gestione degli arretrati per materia. Ed è proprio questa complessità che rende credibile la richiesta, avanzata da Confartigianato, di interventi strutturali e continui, con un focus su organizzazione e digitalizzazione.
Le prospettive 2025-2028: il rischio di una risalita dei tempi
Confartigianato richiama inoltre una proiezione nazionale basata su dati BES e registro SICID: nel periodo 2025-2028 l’indicatore dei tempi della giustizia civile viene descritto su un sentiero di crescita, da 345 giorni nel 2025 fino a 370 nel 2028. Un trend che, secondo le stesse fonti ministeriali richiamate, non incorpora ancora gli effetti delle misure più recenti di riduzione dell’arretrato, ma riflette criticità legate a litigiosità civile, risorse disponibili, incentivi al personale e organizzazione degli uffici giudiziari.
Per il tessuto produttivo veneto — fatto in larga parte di micro e piccole imprese — il tema resta quindi quello indicato in modo netto: ridurre i divari territoriali e trasformare la giustizia civile da fattore di frizione a leva di competitività, perché dove il tempo si allunga, il mercato non aspetta e l’incertezza diventa un prezzo che qualcuno, alla fine, paga.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to