Jesolo capofila di SMART TOUR: dall’Interreg un laboratorio europeo per governare i flussi
25/02/2026
Jesolo prova a spostare l’asticella del dibattito turistico veneto: meno ossessione per i volumi, più capacità di gestire i flussi con strumenti, dati e scelte di policy che tengano insieme competitività e vivibilità. Alla presentazione dei primi risultati del progetto SMART TOUR, finanziato dal programma Interreg Europe, il vicepresidente della Regione e assessore al Turismo Lucas Pavanetto ha legato l’iniziativa alle priorità del Programma regionale 2025-2027: turismo “smart”, destagionalizzato, di qualità, sostenibile, ma anche accogliente e accessibile.
Il contesto è quello di una regione che nel 2025 ha registrato 74 milioni di presenze, circa un milione in più rispetto all’anno precedente. Numeri che consolidano il Veneto come prima regione italiana per turismo e che, proprio per questo, cambiano la natura della sfida: non “fare di più”, bensì farlo meglio, senza scaricare costi sociali e ambientali sulle comunità residenti.
Un progetto europeo per far crescere le politiche, non solo le campagne
SMART TOUR nasce da un partenariato europeo con un budget complessivo di 1.845.515 euro, di cui 202.610 euro destinati al Comune di Jesolo. Il lavoro si sviluppa in un arco lungo — da maggio 2025 ad aprile 2029 — e mette al centro l’analisi e il trasferimento di buone pratiche tra città e territori europei, con un obiettivo esplicito: contribuire a migliorare le politiche regionali per lo sviluppo turistico, puntando su innovazione, digitalizzazione e capacità di decisione basata su evidenze.
In questo schema Jesolo, in qualità di capofila, si propone come “campo prova” per strumenti che possono diventare replicabili: tecnologie per monitorare e orientare i flussi, modelli di gestione dell’accoglienza, soluzioni per distribuire domanda e servizi lungo l’anno, misure che rendano l’esperienza più accessibile e contemporaneamente alleggeriscano la pressione nei periodi di picco.
La questione vera: ridistribuire presenze e benefici, salvando la qualità della vita
Pavanetto ha indicato un dato che fotografa lo squilibrio: le località del litorale raccolgono circa il 35% delle presenze complessive, mentre l’80% si concentra in una ventina di destinazioni. È qui che la “smartness” smette di essere uno slogan: significa progettare una distribuzione più equilibrata, costruire alternative credibili, valorizzare territori meno esposti, rendere l’offerta più omogenea e robusta.
Il punto di arrivo non è soltanto l’ospite soddisfatto. Nella visione regionale, governare i flussi serve a garantire una qualità dell’offerta che non consumi il territorio e, soprattutto, a mantenere alta la qualità della vita di chi quei luoghi li abita tutto l’anno. Se Jesolo riuscirà a trasformare SMART TOUR in un metodo, il beneficio potenziale riguarda molte realtà costiere: crescere “assieme”, con un turismo che genera benessere senza erodere identità, servizi e spazi.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.