Mestre, viola il divieto di avvicinamento e rientra in casa: arrestato 52enne
27/01/2026
È finito in arresto a Mestre un uomo di 52 anni già destinatario della misura cautelare di allontanamento dalla casa familiare e divieto di avvicinamento alla moglie: secondo quanto ricostruito, è stato sorpreso all’interno dell’abitazione coniugale, in violazione delle prescrizioni in atto. L’intervento è avvenuto venerdì 23 gennaio, nel corso di un controllo svolto dalla Polizia di Stato di Venezia nell’ambito delle attività di monitoraggio e tutela delle vittime di violenza domestica.
Una pattuglia del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mestre si è recata presso il domicilio di una donna che, in precedenza, aveva denunciato reiterati episodi di maltrattamenti. Arrivati sul posto, gli agenti avrebbero trovato l’uomo dentro casa: secondo la ricostruzione, si sarebbe introdotto approfittando dell’assenza della donna, tentando di eludere la restrizione che gli impediva di rientrare nell’abitazione e di avvicinare i familiari.
Il controllo e la violazione della misura: l’arresto in flagranza
Dopo l’accertamento della presenza nell’appartamento, il 52enne è stato accompagnato negli uffici del Commissariato, dove gli investigatori hanno proceduto all’arresto in flagranza, informando l’Autorità giudiziaria. La vicenda si inserisce nel quadro dei controlli di prevenzione che mirano a verificare il rispetto delle misure cautelari, strumenti che, nei casi di violenza domestica, hanno una funzione immediata: ridurre il rischio di recidiva e impedire nuove condotte di minaccia, pressione o aggressione.
In situazioni di questo tipo, la tempestività diventa un elemento decisivo. La violazione di un divieto di avvicinamento non è un dettaglio “formale”, ma un campanello d’allarme operativo, perché segnala l’eventuale persistenza di comportamenti invasivi e la possibilità che la vittima torni a trovarsi esposta, anche quando il percorso giudiziario è ancora in corso.
Il contesto familiare e la richiesta d’aiuto al 113
Nel racconto degli inquirenti, l’uomo sarebbe stato protagonista, nel tempo, di aggressioni e minacce nei confronti della moglie e delle due figlie minorenni. In più circostanze, viene riferito, la donna avrebbe riportato conseguenze tali da richiedere cure ospedaliere. Un passaggio particolarmente significativo riguarda un episodio avvenuto a luglio dello scorso anno, quando sarebbe stata una delle figlie a chiamare il 113 durante l’ennesima aggressione in ambito domestico: una richiesta d’aiuto che, secondo quanto ricostruito, ha contribuito a far scattare il provvedimento cautelare di allontanamento e divieto di avvicinamento.
Il procedimento penale, viene precisato, non risulta concluso: la responsabilità dell’uomo dovrà essere accertata nelle sedi competenti e con sentenza definitiva.
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