Monte Berico, al via l’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita
09/02/2026
Vicenza apre un tempo di riflessione e memoria condivisa con l’avvio dell’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita, indetto in occasione dei seicento anni dalle apparizioni della Madonna a Monte Berico. La solenne liturgia di apertura, celebrata nella basilica del santuario, ha riunito autorità religiose e civili, comunità locali e pellegrini, segnando l’inizio di un percorso che travalica la dimensione confessionale per toccare il tessuto identitario del Veneto.
Alla celebrazione ha partecipato il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, che ha richiamato il valore universale dei messaggi di fiducia e speranza, tema centrale dell’anno giubilare. Valori che, ha sottolineato, appartengono alla storia e alla cultura della comunità veneta, soprattutto in una fase storica segnata da tensioni globali e nuove sfide sociali.
Un Giubileo che parla alla comunità
La liturgia è stata presieduta dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, e si è svolta nel cuore spirituale di Vicenza, il Santuario di Monte Berico. Un luogo che da sei secoli rappresenta un punto di riferimento per la devozione mariana e, al tempo stesso, un simbolo civile e culturale profondamente radicato nel territorio.
Nel suo intervento, Stefani ha evidenziato come una società trovi solidità quando riesce a guardare al futuro senza recidere il legame con le proprie radici. In questo senso, il Giubileo diventa occasione per rileggere valori condivisi e rinsaldare legami, offrendo alla comunità veneta uno spazio di confronto e coesione che va oltre l’evento religioso.
Monte Berico, simbolo del Veneto aperto al mondo
Il presidente della Regione ha ringraziato il cardinale Parolin, il vescovo Giuliano Brugnotto, la diocesi, i Padri del Santuario e le istituzioni locali — Comune e Provincia — per aver reso possibile un momento di incontro così partecipato. Un ringraziamento che si intreccia a un legame personale con l’immagine mariana, ma anche al ruolo istituzionale di chi rappresenta un’intera regione.
Monte Berico è infatti uno dei luoghi simbolo del Veneto: ogni anno accoglie circa un milione di pellegrini e visitatori, provenienti anche dall’estero, e il Giubileo lascia prevedere un’ulteriore crescita di questi flussi nei prossimi mesi. Un dato che conferma il valore spirituale del santuario, ma anche la sua centralità culturale e turistica.
Storia, arte e ispirazione civile
Nel suo richiamo conclusivo, Stefani ha ricordato come il santuario, nato dalle apparizioni di sei secoli fa, rappresenti un concentrato di storia, arte e patrimonio culturale. Un simbolo di quel Veneto capace di dialogare con il mondo, traendo ispirazione laica dai valori della cultura cristiana e traducendoli in coesione sociale e apertura.
La celebrazione di apertura dell’Anno Giubilare segna così una tappa significativa della vita veneta: non soltanto una ricorrenza religiosa, ma un momento di riflessione collettiva su identità, memoria e futuro, in un luogo che continua a parlare a generazioni diverse e a comunità lontane.
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