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Montecchio Maggiore, qualità dell’aria: PM10 sotto controllo, ozono critico in estate

11/02/2026

Montecchio Maggiore, qualità dell’aria: PM10 sotto controllo, ozono critico in estate

Arpav ha monitorato la qualità dell’aria a Montecchio Maggiore nel 2025 attraverso una stazione mobile collocata in via Passau, con due campagne di rilevazione: dal 19 febbraio al 30 marzo e dal 12 agosto al 29 settembre. I dati raccolti delineano un quadro complessivamente stabile per gli inquinanti tradizionali, con alcune criticità legate all’ozono nel periodo estivo.

Non emergono superamenti per biossido di zolfo, monossido di carbonio, biossido di azoto, benzene, benzo(a)pirene e polveri sottili PM10 su base annua. Parametri che, secondo le misurazioni effettuate, si mantengono entro i limiti di legge per la tutela della salute umana.

PM10: superamenti limitati e media annua nei limiti

Per quanto riguarda il PM10, il valore limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo è stato superato in 6 giorni su 81 complessivi di misura, pari al 7% delle giornate monitorate. Si tratta di episodi concentrati soprattutto nei periodi meno ventilati.

Applicando la metodologia di stima del valore medio annuo – basata sul confronto con la stazione di riferimento di Vicenza, Quartiere Italia – Arpav ha calcolato per Montecchio Maggiore una media di 27 µg/m³, al di sotto del limite annuale previsto dalla normativa. La stessa procedura indica inoltre che il numero di superamenti giornalieri non ha oltrepassato la soglia massima di 35 giorni consentiti su base annua.

Ozono: criticità nel periodo estivo

Diversa la situazione per l’ozono, che nel periodo estivo conferma una criticità diffusa a livello provinciale. Durante la seconda campagna di monitoraggio, l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana – fissato a 120 µg/m³ come media mobile massima su 8 ore – è stato superato in 5 giornate su 49 di misura.

L’ozono è un inquinante secondario che si forma in presenza di forte irraggiamento solare e temperature elevate, a partire da precursori come ossidi di azoto e composti organici volatili. Non a caso, il 12% delle giornate estive monitorate ha presentato condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli alla sua formazione.

Sul piano meteo, entrambe le campagne hanno registrato una prevalenza di condizioni dispersive: l’88% dei casi nella prima fase e il 51% nella seconda, grazie soprattutto all’azione del vento, che ha contribuito a diluire gli inquinanti in atmosfera.

Nel complesso, il monitoraggio evidenzia una qualità dell’aria sostanzialmente in linea con i limiti normativi per la maggior parte degli inquinanti, pur richiamando l’attenzione sulla gestione delle criticità legate all’ozono nei mesi più caldi.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.