Nuova legge veneta sul commercio, Confartigianato: “Serve un aggancio chiaro all’artigianato”
24/01/2026
Al tavolo regionale dedicato al disegno di legge che punta a riordinare la disciplina del commercio, Confartigianato Imprese Veneto ha accolto con favore l’avvio della consultazione e il metodo scelto dalla Regione, basato sul confronto con le categorie economiche. L’associazione sottolinea però un nodo che, a suo giudizio, rischia di pesare sull’applicazione concreta della riforma: nel testo mancherebbe un riferimento organico all’artigianato, nonostante la presenza capillare di imprese che, nella pratica quotidiana, intrecciano produzione e vendita.
Il “vuoto” tra commercio e artigianato: dove nasce il problema
Secondo Confartigianato Veneto, il provvedimento potrebbe incidere su almeno 25.000 imprese artigiane attive in comparti molto diversi: alimentaristi che realizzano e vendono i propri prodotti, acconciatori ed estetisti, artigiani artistici, attività del legno, moda e accessori, fino ai trasporti, richiamati anche per la parte che riguarda cisterne private e distribuzione carburanti. Il punto non è rivendicare una corsia preferenziale, quanto evitare che l’assenza di definizioni e coordinamenti generi interpretazioni difformi tra Comuni e uffici, con ricadute immediate sulle imprese.
L’associazione descrive un rischio molto pratico: quando la linea di confine tra impresa artigiana e commerciale viene letta in modo rigido o distorto, l’imprenditore può trovarsi esposto a contestazioni su profili previdenziali, destinazione d’uso dei locali, prescrizioni ULSS, fino alla corretta gestione delle procedure amministrative come la SCIA. Sono frizioni che spesso non nascono da comportamenti elusivi, ma da norme che si sovrappongono senza parlarsi, oppure da prassi applicative che cambiano a seconda del territorio.
Le basi normative e la proposta di emendamenti
Confartigianato richiama la Legge 8 agosto 1985, n. 443, la legge-quadro nazionale sull’artigianato, che attribuisce alle Regioni un ruolo diretto nelle politiche di tutela e sviluppo del settore; nel caso veneto, l’impianto è stato aggiornato e rafforzato dalla legge regionale 8 ottobre 2018, n. 34, che ha introdotto una definizione più attuale di impresa artigiana. In questo contesto, l’associazione chiede che la legge sul commercio venga costruita in coerenza con quel quadro, soprattutto sulle definizioni e sulle modalità di vendita dei prodotti artigiani nei locali di produzione, già disciplinate a livello statale.
Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, parla di possibili “conflitti applicativi” e di incertezza per imprese e Comuni; l’associazione ha già predisposto una serie di emendamenti per coordinare il testo con la 443/1985 e con la legge regionale 34/2018, chiarendo in particolare il regime degli “esercizi di vicinato” artigiani e il riconoscimento dell’artigianato anche nelle politiche di valorizzazione, dai distretti del commercio ai “luoghi storici”. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una norma leggibile, coerente e davvero applicabile, capace di includere l’artigianato come componente strutturale dell’economia veneta.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to