Piogge sopra la media a gennaio, ma l’anno idrologico resta in deficit
09/02/2026
Il mese di gennaio 2026 ha mostrato un volto meteorologico a due velocità in Veneto. Da un lato precipitazioni mensili superiori alla norma, dall’altro un bilancio idrologico stagionale che continua a segnalare un deficit significativo. Una dinamica che fotografa bene la complessità del quadro climatico attuale, in cui episodi intensi e concentrati non riescono a compensare carenze prolungate.
Nel dettaglio, a gennaio sono caduti mediamente circa 73 mm di pioggia, contro una media climatica 1991-2020 di 53 mm, con un surplus del 36%. In termini volumetrici, gli apporti meteorici mensili sono stimabili in circa 1.335 milioni di metri cubi di acqua sull’intero territorio regionale. La gran parte delle precipitazioni si è concentrata in un arco temporale ristretto, tra venerdì 23 e giovedì 29 gennaio, confermando una tendenza alla maggiore irregolarità degli eventi piovosi.
Il bilancio dell’anno idrologico resta negativo
Se si allarga lo sguardo all’anno idrologico 2025-2026, iniziato a ottobre, il quadro cambia sensibilmente. Le precipitazioni cumulative stimate da ottobre a gennaio ammontano a circa 269 mm, a fronte di una media storica di 394 mm (mediana 389 mm). Il deficit si attesta quindi intorno al 32%, con apporti complessivi pari a circa 4.929 milioni di metri cubi, inferiori a quanto normalmente necessario per un equilibrato rifornimento delle risorse idriche regionali.
Questo dato evidenzia come le piogge abbondanti di gennaio, pur rilevanti, non siano state sufficienti a colmare il vuoto accumulato nei mesi precedenti, lasciando aperte criticità soprattutto in vista della stagione primaverile ed estiva.
Neve: segnali di ripresa, ma accumuli ancora insufficienti
Sul fronte nivologico, la montagna veneta ha vissuto un mese contrastato. Nella prima parte di gennaio le perturbazioni atlantiche hanno sostanzialmente risparmiato l’area alpina; solo il 18 gennaio sono comparse deboli tracce di neve sulle Dolomiti. La situazione è cambiata nella terza decade del mese, quando due nevicate significative hanno portato neve fino a quote basse, interessando in modo più marcato le Prealpi e in misura minore le Dolomiti settentrionali.
Nonostante questo recupero, il bilancio rimane negativo. Rispetto al periodo 2009-2025, il deficit di precipitazione nevosa di gennaio è contenuto nelle Prealpi bellunesi (-10%), più marcato nelle Prealpi vicentine e veronesi (-30%) e molto rilevante nelle Dolomiti (-45%). Considerando l’intero periodo da ottobre a fine gennaio, il deficit invernale di neve raggiunge il 44% nelle Dolomiti e il 25% nelle Prealpi, equivalenti rispettivamente a circa 125 cm e 45 cm di neve fresca in meno rispetto alla norma.
Falde e fiumi: segnali contrastanti
Le falde sotterranee hanno continuato a scendere in modo generalizzato dall’inizio di ottobre fino alla terza decade di gennaio. Solo nell’ultima settimana del mese le precipitazioni più consistenti hanno determinato un rapido innalzamento dei livelli in media e bassa pianura. In alta pianura, invece, l’effetto è stato più attenuato e i livelli restano complessivamente inferiori alle medie di lungo periodo.
Anche le portate fluviali riflettono questa situazione. Al 31 gennaio, la maggior parte dei principali fiumi veneti mostra valori inferiori alle medie storiche mensili, segno di un sistema idrico ancora in sofferenza. Fa eccezione il Gorzone, dove le portate sono tornate decisamente superiori alla norma grazie alle piogge di fine mese.
Un equilibrio ancora fragile
Il quadro che emerge è quello di un Veneto che ha beneficiato di un gennaio più piovoso del normale, ma che resta inserito in una traiettoria di deficit idrico stagionale. Le precipitazioni intense e concentrate offrono sollievo temporaneo, senza però ricostituire in modo strutturale le riserve di acqua superficiale e sotterranea. Un equilibrio fragile, che rende centrale il monitoraggio continuo delle risorse idriche e rafforza l’attenzione verso una gestione sempre più attenta e lungimirante del territorio.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to