PMI venete tra digitale e sostenibilità: il progetto PID mostra un cambio di passo concreto
30/03/2026
Un percorso costruito sul campo, con imprese, università e sistema camerale, ha restituito una fotografia precisa di come le piccole e medie imprese venete stiano affrontando la trasformazione digitale e ambientale. Il progetto “PID Veneto”, presentato a Mestre, non si limita a misurare l’adozione di tecnologie, ma evidenzia un cambiamento più profondo che riguarda competenze, organizzazione e approccio strategico.
Al centro c’è la cosiddetta “twin transition”, intesa come integrazione tra digitalizzazione e sostenibilità. Un concetto spesso evocato, ma che nel caso delle 175 imprese coinvolte ha assunto una dimensione operativa: miglioramento delle competenze tecnologiche, maggiore capacità di utilizzare strumenti digitali e intelligenza artificiale, e una crescita delle competenze organizzative stimata tra il 10% e il 15%. :contentReference[oaicite:0]{index=0}
Un modello collaborativo tra imprese, università e istituzioni
Il progetto è stato finanziato dalle Camere di Commercio e dalla Regione del Veneto, con il coordinamento di Unioncamere e il supporto scientifico degli atenei di Padova, Venezia e Verona. Non si è trattato di un percorso formativo tradizionale, ma di un sistema articolato che ha unito ricerca, formazione e sperimentazione concreta.
Le imprese partecipanti hanno lavorato su casi reali, affrontando problemi specifici e sviluppando soluzioni applicabili. In alcuni casi, aziende manifatturiere hanno migliorato la gestione dei flussi documentali attraverso piattaforme integrate; realtà del settore turistico hanno introdotto strumenti basati su intelligenza artificiale per personalizzare l’esperienza degli ospiti; imprese più giovani hanno utilizzato l’AI come supporto decisionale nei processi di valutazione. :contentReference[oaicite:1]{index=1}
Il valore del progetto emerge soprattutto dal metodo: confronto tra pari, attività di co-creazione e utilizzo del design thinking. Un approccio che ha portato le imprese a passare da una fase iniziale di aspettativa a momenti di disorientamento, per poi arrivare a una maggiore consapevolezza delle proprie capacità e dei limiti organizzativi. :contentReference[oaicite:2]{index=2}
Digitalizzazione diffusa, ma l’intelligenza artificiale resta indietro
I dati raccolti offrono indicazioni utili per comprendere lo stato attuale del sistema produttivo regionale. Oltre la metà delle imprese venete ha già adottato tecnologie digitali, con percentuali più alte tra le aziende esportatrici e quelle di dimensioni maggiori. :contentReference[oaicite:3]{index=3}
Gli investimenti si concentrano soprattutto su robotica, automazione, cybersecurity e servizi cloud. L’intelligenza artificiale, invece, è ancora poco diffusa, con una quota limitata di imprese che la utilizza in modo strutturato. Tuttavia, una parte significativa del tessuto imprenditoriale la considera una priorità per il prossimo futuro, segno di un interesse crescente ma ancora in fase di maturazione. :contentReference[oaicite:4]{index=4}
Accanto alla dimensione tecnologica, emerge il tema della sostenibilità: circa quattro imprese su dieci investono già in interventi ambientali. Tra queste, una quota rilevante integra le strategie digitali con quelle green, mentre altre mantengono i due ambiti separati, evidenziando margini di sviluppo per un approccio più integrato. :contentReference[oaicite:5]{index=5}
Le barriere ancora presenti e il ruolo del supporto pubblico
Nonostante i segnali positivi, persistono ostacoli che rallentano l’adozione delle tecnologie, soprattutto tra le imprese con livelli più bassi di digitalizzazione. Le difficoltà non sono soltanto economiche, ma anche culturali: in molti casi manca la piena comprensione del valore degli investimenti e della loro applicazione pratica nei processi aziendali. :contentReference[oaicite:6]{index=6}
Proprio su questo fronte si è concentrata l’azione del progetto PID Veneto, che ha cercato di colmare il divario attraverso accompagnamento diretto, formazione mirata e creazione di reti tra imprese. Il risultato è un modello replicabile, capace di mettere in relazione competenze scientifiche, esperienze imprenditoriali e strumenti operativi.
Il percorso non si esaurisce con la conclusione del progetto. L’esperienza raccolta nel volume “Viaggiatori nella complessità” restituisce un’idea precisa: la trasformazione non è un obiettivo da raggiungere una volta, ma un processo continuo che richiede adattamento, confronto e capacità di leggere i cambiamenti. In questo scenario, il Veneto prova a costruire un ecosistema che renda la doppia transizione accessibile anche alle realtà più piccole, evitando che innovazione e sostenibilità restino patrimonio esclusivo delle imprese più strutturate. :contentReference[oaicite:7]{index=7}
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.