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“Protected Futures”, a Mestre l’incontro tra le Dolomiti Bellunesi e gli Alti Tauri

02/02/2026

“Protected Futures”, a Mestre l’incontro tra le Dolomiti Bellunesi e gli Alti Tauri

È stata inaugurata nella Sala M9 Radici, al piano terra di M9 – Museo del ’900, la mostra itinerante Protected Futures. I Parchi Nazionali Hohe Tauern e Dolomiti Bellunesi, aperta al pubblico fino al 6 aprile. L’esposizione nasce come racconto condiviso di due grandi aree protette alpine, diverse per geografia e contesto ma accomunate dalla stessa urgenza: preservare ecosistemi fragili, complessi, intimamente legati al futuro delle comunità che li abitano e li attraversano.

A dare il benvenuto alla mostra sono state la direttrice di M9 Serena Bertolucci e l’assessore all’Ambiente del Comune di Venezia Massimiliano De Martin. Subito dopo, gli interventi di Hermann Stotter, Ennio Vigne e Mauro Soppelsa hanno chiarito il senso profondo del progetto: costruire consapevolezza attraverso la conoscenza, partendo dal paesaggio per arrivare alle relazioni tra uomo, natura e cambiamento climatico.

Portare la montagna in pianura

La scelta di Mestre come tappa della mostra non è casuale. Come ha sottolineato De Martin, Venezia è una città che vive su un equilibrio delicatissimo, simbolo di resilienza ambientale, e che affonda le proprie radici anche nelle montagne, nelle foreste e nelle acque che dalle Alpi scendono verso la laguna. Portare in pianura le esperienze della montagna significa rendere visibile questa connessione spesso dimenticata, ricordando che la gestione delle risorse naturali non riguarda territori isolati ma sistemi interdipendenti.

In questo senso, l’esposizione dialoga idealmente con iniziative già avviate dall’Amministrazione veneziana, come i progetti legati alla gestione delle acque nel Cadore, ribadendo che il tema idrico unisce sorgenti e foci, vette e città costiere, comunità alpine e urbane.

Biodiversità, confini e futuro

Protected Futures è concepita come mostra trasportabile e modulare, pensata per viaggiare e adattarsi a contesti diversi. Attraverso pannelli, immagini e contenuti divulgativi, racconta la straordinaria biodiversità del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e del Parco Nazionale Hohe Tauern, soffermandosi su flora, fauna e dinamiche ambientali che attraversano il confine tra Italia e Austria.

Il valore della mostra sta nella sua capacità di superare una narrazione puramente estetica del paesaggio alpino. Le montagne non vengono presentate come sfondi immutabili, ma come ambienti vivi, vulnerabili, in cui le scelte umane incidono direttamente sugli equilibri naturali. Il percorso invita a riflettere sulle interconnessioni tra attività antropiche, tutela degli ecosistemi e adattamento climatico, parlando a un pubblico ampio, dagli adulti ai più giovani.

L’obiettivo dichiarato è proprio questo: trasformare la sensibilità ambientale in conoscenza diffusa e, auspicabilmente, in azioni concrete. Perché il futuro delle aree protette, come suggerisce il titolo della mostra, riguarda tutti, ben oltre i confini geografici delle montagne che le ospitano.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.