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Qualità dell’aria in Veneto, segnali di miglioramento dal report Mal’Aria 2026

10/02/2026

Qualità dell’aria in Veneto, segnali di miglioramento dal report Mal’Aria 2026

I dati contenuti nel report Mal’Aria 2026 offrono una fotografia articolata ma nel complesso incoraggiante della qualità dell’aria in Veneto. Non una lettura trionfalistica, ma la conferma che il 2025 si colloca tra gli anni più positivi dell’ultimo periodo per quanto riguarda le concentrazioni di inquinanti atmosferici nei principali centri urbani della regione. Un risultato che, come sottolineato anche da Legambiente, appare legato agli sforzi messi in campo dai territori negli ultimi anni, attraverso politiche strutturali e interventi mirati.

A commentare il quadro emerso è Elisa Venturini, assessore all’Ambiente della Regione del Veneto, che richiama l’attenzione su un dato chiave: il miglioramento progressivo della qualità dell’aria, pur in un contesto geografico e climatico complesso, caratterizzato dal naturale ristagno degli inquinanti nella Pianura Padana.

I numeri del PM10 nelle città venete

Secondo il dossier di Legambiente, nel 2025 tutte le principali città del Veneto hanno registrato valori medi annuali di PM10 ampiamente inferiori al limite attualmente in vigore, fissato a 40 microgrammi per metro cubo. Padova e Rovigo si attestano entrambe su una media di 27 µg/mc, Venezia registra 26 µg/mc, mentre Verona si colloca a 29 µg/mc. Valori che indicano una tenuta complessiva del sistema e una riduzione delle criticità strutturali, se osservate su base annuale.

Il dato, evidenzia l’assessore Venturini, va letto al di là delle singole giornate condizionate da fattori meteorologici sfavorevoli. Ciò che emerge è una tendenza di lungo periodo verso una maggiore stabilità, segnale di politiche ambientali che iniziano a produrre effetti misurabili e continuativi.

Politiche ambientali e prospettiva europea

Il miglioramento registrato non viene presentato come un punto di arrivo, ma come una base su cui costruire le prossime scelte. La sfida posta dall’Unione europea al 2030, con obiettivi più stringenti sulla qualità dell’aria, richiederà ulteriori passi avanti. Secondo Venturini, l’approccio dovrà restare pragmatico, puntando su incentivi, innovazione tecnologica e strumenti capaci di accompagnare cittadini e imprese nella transizione ecologica senza generare nuove disuguaglianze.

In questo quadro si inseriscono anche gli stanziamenti nazionali destinati alla mobilità sostenibile, circa 500 milioni di euro messi a disposizione dal ministero dell’Ambiente guidato da Gilberto Pichetto Fratin. Risorse che, secondo la Regione, rappresentano un supporto concreto ai territori per rinnovare i mezzi di trasporto e ampliare le alternative alla mobilità più inquinante, evitando che il peso della transizione ricada esclusivamente sulle famiglie.

Il report Mal’Aria 2026 consegna dunque un quadro in evoluzione: criticità ancora presenti, ma anche segnali chiari di miglioramento. Un equilibrio delicato che richiede continuità nelle politiche e una cooperazione costante tra livelli istituzionali, per trasformare i progressi registrati in risultati strutturali e duraturi.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.