Sanità territoriale, a Sacile la Casa della comunità come presidio per cronicità e cure di prossimità
09/04/2026
La Casa della comunità di Sacile si candida a diventare uno dei punti di riferimento del nuovo assetto della sanità territoriale nel Friuli Venezia Giulia, con una funzione sempre più centrale nella gestione delle patologie croniche, dell’assistenza di prossimità e dei bisogni sanitari non urgenti. Il modello è stato illustrato nel corso di un incontro pubblico svoltosi a Fontanafredda, alla presenza dell’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, del direttore generale di AsFo Giuseppe Tonutti e dello staff tecnico impegnato nello sviluppo della medicina territoriale.
Il cuore dell’intervento non riguarda soltanto una nuova struttura, ma una trasformazione più ampia del sistema di assistenza. L’obiettivo dichiarato è quello di spostare progressivamente il baricentro della risposta sanitaria dall’ospedale al territorio, costruendo un modello più aderente all’evoluzione demografica e clinica della popolazione.
Un presidio pensato per intercettare i bisogni prima dell’emergenza
Secondo la Regione, la Casa della comunità rappresenta uno strumento chiave per affrontare una delle principali criticità del sistema sanitario attuale: la crescita costante delle malattie croniche e l’aumento dei bisogni assistenziali che richiedono continuità, monitoraggio e presa in carico nel tempo, più che interventi ospedalieri episodici.
In questo quadro, la struttura di Sacile è chiamata a svolgere una funzione precisa: offrire una risposta territoriale integrata, capace di seguire il cittadino in maniera più vicina e costante, evitando che situazioni gestibili sul territorio si traducano in accessi impropri ai pronto soccorso. È un passaggio organizzativo rilevante, che punta a distinguere con maggiore chiarezza l’urgenza reale dai bisogni assistenziali che possono essere affrontati in un contesto sanitario di prossimità.
Il presidio sarà accessibile direttamente dalle 8 alle 20 per l’assistenza non urgente, mentre nelle ore notturne continuerà a operare il servizio di continuità assistenziale, già noto come guardia medica. Dopo la metà di aprile, questo servizio confluirà nel numero europeo armonizzato 116117, destinato alle cure mediche non urgenti.
Diabete, malattie cardiovascolari e assistenza domiciliare al centro del modello
All’interno della Casa della comunità saranno attivati percorsi di presa in carico continuativa, con un’attenzione particolare alle condizioni croniche più diffuse, tra cui diabete, patologie cardiovascolari e malattie respiratorie. La logica non è quella del semplice accesso occasionale, ma di una gestione strutturata e continuativa, basata su ambulatori dedicati e sulla collaborazione tra medici di medicina generale e personale infermieristico.
Un ruolo centrale sarà affidato anche all’infermiere di famiglia e comunità, figura destinata a rafforzare il raccordo tra struttura sanitaria, domicilio e rete dei servizi. Proseguirà inoltre l’attività di assistenza domiciliare programmata, che rappresenta uno dei cardini del nuovo approccio territoriale, soprattutto per i pazienti fragili, anziani o con bisogni assistenziali complessi.
Nel corso dell’incontro è stato richiamato anche il tema, ormai strutturale, della carenza dei medici di medicina generale, indicato come uno dei nodi più delicati da affrontare per garantire sostenibilità e continuità al sistema. La sfida, secondo la Regione, è duplice: rendere di nuovo attrattiva la medicina generale e consolidare il rapporto di fiducia tra professionisti e cittadini.
La Casa della comunità di Sacile si inserisce così in un percorso di riorganizzazione che punta a ridefinire tempi, luoghi e modalità dell’assistenza sanitaria, con l’ambizione di costruire un modello più vicino ai territori e più coerente con i bisogni reali della popolazione.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to