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Sicurezza in Friuli Venezia Giulia, Roberti: “Linea chiara, risultati concreti”

03/02/2026

Sicurezza in Friuli Venezia Giulia, Roberti: “Linea chiara, risultati concreti”

Il dibattito consiliare sulla mozione dedicata alla sicurezza diventa occasione per ribadire l’impianto delle politiche regionali e il percorso intrapreso negli ultimi anni. A intervenire è l’assessore regionale alle Autonomie locali e alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, che definisce il documento discusso “una conferma del lavoro che questa maggioranza e questa Giunta stanno portando avanti da tempo, con azioni concrete e risultati misurabili”.

La mozione impegna la Giunta a sollecitare il Governo affinché al Friuli Venezia Giulia, in quanto territorio di confine, sia garantito un rafforzamento degli organici delle Forze dell’ordine, accompagnato da poteri operativi adeguati e da risorse strumentali aggiuntive. Il testo richiama anche il rafforzamento della cooperazione internazionale lungo i confini, l’adozione di tecnologie avanzate per la sicurezza, lo sviluppo di collaborazioni sussidiarie con la vigilanza privata e il potenziamento delle unità cinofile, in sinergia con i Comuni e con particolare attenzione alle aree prossime agli istituti scolastici.

Organici, formazione e ricambio generazionale

Roberti ha chiarito che il tema della carenza di personale non è una criticità recente. “Per anni non si è assunto nelle Forze dell’ordine – ha sottolineato – e oggi si scontano limiti oggettivi legati ai percorsi di formazione, che sono a numero chiuso”. Le scuole di polizia hanno una capacità definita e i corsi richiedono tempi tecnici incomprimibili, mentre l’età media degli agenti resta elevata e i pensionamenti continuano a incidere sugli organici. Secondo l’assessore, l’azione dell’attuale Governo consentirà però già dal 2026 di registrare un saldo positivo tra nuovi ingressi e uscite per quiescenza.

Confini e cooperazione internazionale

Un passaggio centrale riguarda la gestione dei confini. Roberti rivendica gli effetti delle misure adottate, a partire dalla sospensione di Schengen e dal rafforzamento dei controlli. “Tra il 2023 e il 2024 gli arrivi sono stati dimezzati e nel 2025 si registra un’ulteriore diminuzione”, ha affermato, ricordando anche i numerosi arresti effettuati lungo la frontiera. Risultati che, a suo avviso, smentiscono letture ideologiche e confermano l’efficacia delle scelte operative.

Sul fronte internazionale, l’assessore ha escluso approcci propagandistici, parlando piuttosto di un rafforzamento di strumenti già esistenti e collaudati: la cooperazione con la Slovenia, il coordinamento con l’Unione europea e il ruolo di Frontex, per un presidio dei confini più efficace e integrato.

Investimenti regionali e interventi mirati

La Regione, ha ricordato Roberti, sta affiancando l’azione statale con investimenti diretti. Tra questi, l’assegnazione di 59 agenti a supporto della Polizia di frontiera, un protocollo d’intesa con il Governo da 4 milioni di euro e ulteriori 4 milioni stanziati con la legge di stabilità regionale. A ciò si aggiungono interventi puntuali sul territorio, come la riqualificazione di Piazza Goldoni a Trieste, finanziata con oltre un milione di euro, il sostegno agli addetti alla sicurezza durante i grandi eventi e il rafforzamento delle unità cinofile.

La collaborazione con la vigilanza privata, prevista dalla mozione, viene inquadrata come strumento sussidiario, coerente con il quadro normativo vigente e finalizzato a supportare, non sostituire, il lavoro delle Forze dell’ordine.

In chiusura, Roberti sintetizza la linea politica: “Più sicurezza significa investimenti, cooperazione istituzionale e responsabilità. È su questi pilastri che si costruiscono risultati, non sugli slogan”.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to