Trasporto pubblico in montagna, vertice a Tolmezzo dopo i disservizi
18/02/2026
Un confronto definito “serio e costruttivo”, con l’obiettivo di affrontare in modo strutturato le criticità del trasporto pubblico locale nelle aree montane dell’Udinese. È quanto emerso dalla riunione convocata con urgenza dalla Regione Friuli Venezia Giulia a Tolmezzo, dopo le numerose segnalazioni relative a ripetuti disservizi nelle corse.
Regione, gestore e sindaci allo stesso tavolo
All’incontro, ospitato nella sede della Comunità di Montagna della Carnia, hanno partecipato l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, la società consortile Tpl Fvg Scarl, la consociata Arriva Udine Spa e i sindaci dei territori interessati: Carnia, Val Degano, Canal del Ferro e Valli del Natisone.
“È stato un confronto svolto in un clima di piena collaborazione istituzionale – ha dichiarato Amirante – che ci ha consentito di analizzare con trasparenza le criticità e di condividere un percorso operativo per individuare le soluzioni possibili. L’obiettivo comune è garantire continuità e qualità del servizio, pur in un contesto segnato da una grave carenza di personale”.
Nel corso della riunione, i sindaci hanno illustrato in modo dettagliato le difficoltà riscontrate sul territorio, evidenziando le ripercussioni concrete per studenti, lavoratori e cittadini che nelle aree montane dipendono in modo significativo dal trasporto pubblico.
Carenza di autisti e piano di revisione del servizio
Dal canto loro, i rappresentanti del gestore hanno ricondotto i disservizi soprattutto alla marcata carenza di autisti, aggravata recentemente da assenze per malattia e dalla difficoltà nel reperire nuovo personale in un mercato del lavoro già fortemente sotto pressione.
“Dall’incontro è emersa la disponibilità del gestore ad attivare misure correttive, compatibilmente con l’attuale situazione organizzativa – ha sottolineato Amirante –. Abbiamo condiviso il rafforzamento del monitoraggio e l’avvio di una revisione complessiva del servizio, da costruire con il contributo dei territori”.
L’ipotesi sul tavolo è quella di una riorganizzazione che consenta di ottimizzare numero e frequenza delle corse in base alle reali esigenze delle comunità, nel rispetto delle previsioni del contratto regionale. Un percorso che dovrà tenere insieme sostenibilità economica, vincoli contrattuali e bisogni effettivi delle aree più periferiche.
Trasporto pubblico come presidio di coesione
Il tema, in territori caratterizzati da dispersione abitativa e collegamenti complessi, assume un valore che va oltre la mera organizzazione del servizio. “Il trasporto pubblico rappresenta un presidio di cittadinanza e di coesione territoriale – ha concluso l’assessore –. Su questo manterremo la massima attenzione e proseguiremo nel monitoraggio costante della situazione, a tutela dell’interesse pubblico e dei diritti degli utenti”.
La Regione ha dunque annunciato l’avvio di un percorso condiviso con amministrazioni locali e gestori, con l’obiettivo di superare le criticità evidenziate e ristabilire standard di affidabilità adeguati alle esigenze delle comunità montane.
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