Veneto, 4 milioni per trasferire la ricerca alle imprese: 81 ricercatori coinvolti
17/02/2026
Ottantuno ricercatori universitari lavoreranno a stretto contatto con 118 imprese venete per trasformare risultati scientifici in applicazioni concrete. È questo l’esito del bando regionale FESR dedicato al trasferimento di competenze dal sistema accademico al tessuto produttivo, finanziato con 4 milioni di euro e recentemente approvato in graduatoria.
Ad annunciarlo è l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci, che sottolinea come l’iniziativa punti a trattenere sul territorio capitale umano altamente qualificato e a rafforzare il ruolo del Veneto come ecosistema dell’innovazione capace di attrarre investimenti e generare sviluppo.
Università e imprese in co-progettazione
Il bando sostiene 19 progetti presentati dall’Università di Padova, dall’Università di Verona, da Ca’ Foscari Venezia, dallo Iuav e dal Consiglio nazionale delle Ricerche. L’obiettivo è favorire un trasferimento tecnologico strutturato, in cui le imprese non siano semplici destinatarie finali, ma partner attivi fin dalla fase di co-design.
I progetti, della durata massima di due anni, finanziano attività di Ricerca e Sviluppo con un livello di maturità tecnologica che spazia dalla validazione in laboratorio fino alla dimostrazione e prototipazione in ambiente operativo. Si tratta, dunque, di percorsi che ambiscono a ridurre la distanza tra idea e mercato, intervenendo in una fase spesso critica per la valorizzazione dei risultati scientifici.
Una parte significativa delle iniziative si concentra sulle tecnologie strategiche, critiche ed emergenti (STEP), ritenute centrali per l’autonomia industriale e la competitività futura della regione. Tutti gli interventi sono inoltre coerenti con le priorità della Strategia regionale di Specializzazione Intelligente (S3 Veneto).
Un investimento che guarda alla transizione
L’iniziativa si inserisce nel Programma FESR 2021-2027 e dialoga con il progetto iNEST, la rete degli ecosistemi dell’innovazione del Nord Est sostenuta dal PNRR. L’intento dichiarato è capitalizzare competenze già sviluppate in ambito accademico, evitando dispersioni e favorendo ricadute dirette sul sistema produttivo.
Secondo l’assessore Bitonci, il valore dell’intervento non risiede soltanto nel finanziamento della ricerca sperimentale, ma nella capacità di generare un impatto tangibile sulla competitività delle imprese, accompagnando i processi di transizione industriale, tecnologica ed energetica in atto.
Con l’avvio della fase operativa, prende forma un modello che punta a consolidare il dialogo tra università e impresa, trasformando conoscenza scientifica in occupazione qualificata e innovazione applicata.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to