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Veneto, avviato il bilancio 2026-2028: via alle direttive e ai primi “tagli intelligenti”

21/01/2026

Veneto, avviato il bilancio 2026-2028: via alle direttive e ai primi “tagli intelligenti”

Con l’approvazione di una DGR in Giunta regionale, il Veneto apre formalmente il ciclo che porterà a bilancio di previsione, collegato e legge di stabilità per il triennio 2026-2028. L’obiettivo dichiarato è arrivare il prima possibile a un quadro finanziario pienamente operativo, riducendo il tempo trascorso in esercizio provvisorio e puntando, se possibile, a chiudere il percorso prima della scadenza del 30 aprile.

L’assessore al Bilancio Filippo Giacinti lega l’avvio della manovra a un lavoro preliminare che, nelle intenzioni, serve a liberare margini senza intaccare i servizi: una verifica capillare di oltre 2.000 capitoli di bilancio per individuare economie e migliorare l’efficienza della spesa, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica.

La cornice finanziaria e i 14 milioni recuperati: cosa cambia per le strutture regionali

La DGR fissa il quadro programmatico entro cui dovranno muoversi direzioni e assessorati, definendo i budget complessivi per la spesa di personale e per la spesa di funzionamento, con un recupero stimato in circa 14 milioni di euro. Sono state inoltre “blindate” le principali partite vincolate — sanità, trasporti, politiche sociali — e, soprattutto, il capitolo del cofinanziamento regionale, che decide quanta capacità il Veneto avrà di attivare risorse esterne e sostenere programmi complessi.

La scelta di partire dai budget e dalle poste obbligate è un passaggio tecnico, ma con ricadute politiche molto concrete: significa impostare fin dall’inizio la manovra su un perimetro realistico, chiarendo cosa è comprimibile e cosa no, e mettendo le strutture nelle condizioni di costruire proposte coerenti con vincoli e priorità.

Cofinanziamento UE: l’effetto leva e le cifre 2026-2028

Sul fronte della programmazione comunitaria, Giacinti insiste sull’“effetto leva”: a fronte di un cofinanziamento regionale pari al 18%, la Regione mira a intercettare 40% di risorse UE e 42% di risorse statali, per un ammontare complessivo indicato in oltre 2 miliardi di euro, con 1 miliardo destinato al FESR e 1 miliardo al FSE Plus.

Nelle direttive vengono quantificati, anno per anno, i valori del cofinanziamento regionale per i principali fondi:

  • FSE+: 27.570.129 (2026), 28.122.540 (2027), 13.895.593 (2028)

  • FEASR: 35.232.856 per ciascun anno 2026-2028

  • FEAMPA: 2.250.000 (2026), 1.800.000 (2027), 780.000 (2028)

  • FESR: 6.418.920 (2026), 3.535.087,87 (2027), 816.272,42 (2028)
    Totale cofinanziamento: 71.471.905 (2026), 68.690.483,87 (2027), 50.724.721,42 (2028).

Accanto alla partita europea, la Giunta indica anche il potenziamento del recupero dell’evasione sui tributi regionali, come canale per rafforzare le entrate e finanziare servizi, con una narrazione impostata su equità fiscale e redistribuzione delle risorse.

Le prossime tappe: budget discrezionali e calendario con Consiglio e Giunta

Dopo il cronoprogramma illustrato a metà gennaio, la fase attuale apre la costruzione dei disegni di legge e prevede, nei prossimi giorni, la definizione dei budget “discrezionali” a disposizione dei vari assessorati. È già fissato un confronto con il presidente della Prima Commissione consiliare per impostare il calendario dei lavori, in raccordo tra gli uffici di Palazzo Balbi e Palazzo Ferro Fini, con l’obiettivo di accelerare l’approvazione della manovra mantenendo il confronto istituzionale tra Giunta e Consiglio.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to