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Veneto, nuovi investimenti per la sicurezza idraulica: fondi nel bilancio 2026–2028

10/03/2026

Veneto, nuovi investimenti per la sicurezza idraulica: fondi nel bilancio 2026–2028
fonte: Consiglio Veneto

La tutela del territorio e la prevenzione dei rischi legati al dissesto idrogeologico tornano al centro delle politiche regionali del Veneto. Il bilancio di previsione 2026–2028 rafforza infatti gli interventi dedicati alla sicurezza idraulica e alla difesa del suolo, settori considerati strategici per proteggere cittadini, imprese e infrastrutture in un contesto climatico sempre più caratterizzato da eventi meteorologici intensi.

Negli ultimi anni il territorio veneto è stato colpito da precipitazioni eccezionali e fenomeni atmosferici estremi che hanno messo a dura prova il sistema idraulico regionale. La risposta dell’amministrazione punta su una combinazione di opere strutturali, monitoraggio costante e investimenti nella prevenzione, con l’obiettivo di ridurre il rischio di alluvioni e di garantire una maggiore resilienza del territorio.

A commentare i nuovi stanziamenti è l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini, che sottolinea come la sicurezza del territorio rappresenti una priorità assoluta dell’azione amministrativa. Secondo l’assessore, gli interventi programmati si inseriscono in una strategia di lungo periodo orientata alla prevenzione e alla capacità del territorio di affrontare fenomeni meteorologici sempre più intensi.

Risorse per la prevenzione del rischio idraulico e idrogeologico

Nel bilancio di previsione 2026–2028 sono stati destinati 9 milioni di euro specificamente alla prevenzione e alla riduzione del rischio idraulico e idrogeologico. A queste risorse si aggiungono 25,6 milioni di euro derivanti da mutui già contratti e 28 milioni provenienti dalla riprogrammazione dei fondi comunitari FESR.

L’assessore al Bilancio Filippo Giacinti evidenzia come questa operazione permetta di mobilitare rapidamente risorse significative da destinare alla sicurezza idrica e alla messa in sicurezza del territorio. L’obiettivo è intervenire con tempestività nelle aree più vulnerabili, rafforzando le infrastrutture idrauliche e riducendo l’esposizione ai rischi legati alle piene dei corsi d’acqua.

Il rafforzamento delle politiche di prevenzione si inserisce in un contesto più ampio di adattamento ai cambiamenti climatici, che richiede una pianificazione costante e investimenti strutturali capaci di anticipare gli effetti delle nuove dinamiche meteorologiche.

Bacini di laminazione e interventi sugli argini

Tra gli strumenti più rilevanti messi in campo dalla Regione figura il piano per la realizzazione dei bacini di laminazione, avviato nel 2010 e considerato uno dei pilastri della strategia di mitigazione del rischio idraulico.

I bacini di laminazione consentono di trattenere temporaneamente grandi quantità d’acqua durante le piene, riducendo la pressione sui corsi d’acqua e limitando il rischio di esondazioni nei centri abitati. Dei 23 bacini previsti dal piano regionale, 10 risultano già operativi, 3 sono in fase di realizzazione e 10 sono attualmente in progettazione.

Il programma ha comportato investimenti complessivi superiori ai 550 milioni di euro e si è dimostrato determinante nel contenimento delle piene durante le più recenti ondate di maltempo, evitando danni potenzialmente molto più gravi per le comunità locali.

Accanto a queste opere, il programma regionale di difesa del suolo ha previsto interventi di rinforzo e diaframmatura lungo circa 5.000 chilometri di argini della rete idraulica principale e 3.000 chilometri della rete secondaria. Si tratta di interventi fondamentali per prevenire fenomeni di dissesto idrogeologico e ridurre la vulnerabilità del territorio.

Il ruolo della Protezione Civile e la pianificazione futura

Un altro elemento centrale della strategia regionale riguarda il rafforzamento del sistema di Protezione Civile, considerato essenziale sia nella fase preventiva sia nella gestione delle emergenze.

Anche nel 2026 sono previsti bandi dedicati all’aggiornamento dei piani comunali di Protezione Civile e al miglioramento dei mezzi e delle attrezzature a disposizione dei volontari. L’obiettivo è garantire una risposta sempre più efficiente nelle situazioni di emergenza e rafforzare la capacità operativa delle strutture locali.

L’impegno della Regione proseguirà nei prossimi anni con il completamento delle opere già programmate, il monitoraggio costante della rete idraulica e il consolidamento delle strategie di prevenzione. Una linea d’azione che mira a costruire un sistema territoriale più sicuro e preparato ad affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico e dagli eventi meteorologici estremi.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to