Veneto, parte il cantiere per la PAC 2028-2034: tavolo regionale e conferenza per disegnare le nuove strategie
30/03/2026
Il Veneto ha scelto di muoversi con anticipo sulla prossima Politica agricola comune e di farlo attraverso un percorso strutturato, destinato a incidere sulle scelte che accompagneranno il comparto rurale fino al 2034. La Giunta regionale ha approvato due provvedimenti distinti che segnano l’avvio formale di questa fase: l’istituzione del Tavolo regionale del Partenariato e della Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale 2028-2034. Due strumenti diversi, ma complementari, pensati per costruire una posizione chiara del Veneto nel confronto che porterà alla nuova architettura della PAC.
La cornice è quella delineata dalla Commissione europea, che ha aperto il cantiere della riforma introducendo un modello fondato su un Fondo unico europeo e su un Piano di Partenariato Nazionale e Regionale. In questo assetto le Regioni sono chiamate a far valere esigenze territoriali, modelli produttivi e priorità ambientali. Per il Veneto il tema ha un peso particolare: l’agricoltura regionale rappresenta una componente rilevante dell’economia, sostiene l’export agroalimentare e mantiene una funzione che va ben oltre la produzione, perché incide sulla cura del paesaggio, sulla gestione delle risorse naturali e sulla tenuta sociale delle aree rurali.
Un partenariato stabile per portare il Veneto nel negoziato
Il primo tassello operativo è il Tavolo regionale del Partenariato, che nasce con l’obiettivo di garantire una partecipazione continuativa e qualificata lungo tutte le fasi della programmazione. Attorno allo stesso tavolo siederanno istituzioni pubbliche, autonomie locali, organizzazioni professionali agricole, rappresentanze economiche e sociali, università, centri di ricerca e soggetti della società civile impegnati sui temi ambientali e territoriali.
La scelta della Regione punta a evitare un confronto meramente formale. L’intenzione dichiarata è quella di costruire un luogo di co-progettazione reale, capace di accompagnare sia la definizione delle priorità sia la traduzione delle linee strategiche in misure concrete. In un passaggio complesso come quello della PAC 2028-2034, il peso della concertazione diventa decisivo: significa raccogliere interessi differenti, tradurli in una visione coerente e far arrivare quella sintesi ai tavoli nazionali ed europei con maggiore forza negoziale.
La Conferenza regionale per definire bisogni e priorità
Accanto al Tavolo, la Regione attiverà per tutto il 2026 la Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale. Qui il lavoro sarà ancora più ampio e orientato alla costruzione di una visione di medio periodo. La Conferenza dovrà infatti produrre un documento strategico basato sull’analisi del contesto veneto, sull’individuazione dei fabbisogni e sulla definizione delle priorità da portare nella nuova stagione della politica agricola.
Il percorso parte da alcuni nodi già ben identificati. C’è il ricambio generazionale, tema centrale in un settore che fatica ad attrarre giovani imprenditori e competenze nuove. C’è la transizione ecologica, che richiede investimenti, aggiornamento tecnico e strumenti adeguati per conciliare produttività e tutela ambientale. C’è poi la digitalizzazione, sempre più necessaria per aumentare efficienza, qualità e capacità competitiva delle imprese. Sullo sfondo resta la questione della vivibilità delle aree rurali, che devono restare attrattive non soltanto per chi produce, ma anche per chi ci vive e lavora.
Competitività, sostenibilità e tenuta del territorio
La linea politica indicata dall’assessore regionale all’agricoltura Dario Bond insiste su un punto preciso: la PAC futura non può essere letta come un semplice dossier tecnico. Per il Veneto si tratta di una scelta strategica che incide sul profilo economico, sociale e ambientale della regione. L’agricoltura, in questa lettura, è insieme impresa, presidio del territorio e infrastruttura civile. Significa produzione di reddito, ma anche gestione dell’acqua, difesa della biodiversità, manutenzione del paesaggio e capacità di risposta di fronte ai cambiamenti climatici.
La sfida sarà tenere insieme questi livelli senza sacrificare la competitività delle imprese agricole. Il Veneto punta a presentarsi come una regione capace di coniugare innovazione, sostenibilità e qualità, valorizzando le proprie eccellenze e la forte vocazione all’export, ma senza perdere il legame con i territori e con la funzione pubblica che il lavoro agricolo continua a svolgere. L’avvio del Tavolo e della Conferenza segna perciò l’inizio di un passaggio politico rilevante: il tentativo di costruire una posizione condivisa, solida e rappresentativa, con cui il Veneto intende farsi trovare preparato nel confronto sulla PAC che definirà il volto dell’agricoltura regionale nel prossimo decennio.