Veneto-Svizzera, verso un canale stabile con la CCIS: imprese e start-up accompagnate nel mercato elvetico
22/01/2026
La Regione del Veneto prova a rendere più strutturata la propria presenza economica in Svizzera, puntando su un interlocutore che conosce il territorio e le sue regole interne. A Palazzo Balbi si è svolto l’incontro tra l’assessore allo Sviluppo economico e alle Attività produttive Massimo Bitonci e il vicepresidente della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (CCIS), Claudio Bozzo, con l’obiettivo dichiarato di avviare un canale stabile di collaborazione capace di accompagnare imprese, start-up, Reti Innovative Regionali e progetti di sviluppo verso il mercato elvetico.
Il messaggio politico è lineare: in un contesto competitivo e selettivo come quello svizzero, l’interesse non basta. Serve una filiera di supporto che trasformi l’intenzione in operatività, riducendo tempi di accesso, incertezze e costi di apprendimento. Bitonci ha insistito su questo punto, parlando della necessità di “contatti affidabili”, conoscenza delle regole di mercato e strumenti concreti per muoversi più velocemente.
Perché la CCIS diventa un partner “di infrastruttura”
Nel confronto è stato evidenziato il ruolo della CCIS come piattaforma di servizi e relazione: sedi a Zurigo, Ginevra e Lugano, competenze di consulenza e assistenza, capacità di orientare le aziende lungo l’intero percorso, dall’approccio iniziale alla costruzione di contatti industriali e commerciali. In altre parole, non un supporto episodico, ma una struttura che può agire come “infrastruttura” dell’internazionalizzazione, soprattutto per realtà che non dispongono di uffici esteri o di una rete già consolidata.
Bitonci ha descritto un partenariato che dovrebbe coprire passaggi molto pratici: primo orientamento, scouting di interlocutori, consulenza, individuazione di investitori. È un approccio che, se tradotto in un piano operativo, può aiutare a spostare l’internazionalizzazione dalla dimensione dell’evento (missioni, incontri spot) a quella del processo, con strumenti ripetibili e misurabili.
Reti Innovative Regionali e settori: dall’aerospazio all’agroalimentare
Un capitolo specifico riguarda le Reti Innovative Regionali, per le quali si ipotizzano percorsi dedicati capaci di facilitare l’ingresso nel mercato elvetico e favorire collaborazioni con partner locali. Qui l’interesse è evidente: la Svizzera è un mercato in cui contano qualità, affidabilità e specializzazione, e la capacità di presentarsi come filiera o ecosistema – più che come singola impresa isolata – può aumentare credibilità e possibilità di partnership.
Bitonci ha citato settori molto diversi, dall’aerospazio all’agroalimentare, dallo sport all’innovazione, segnalando la volontà di valorizzare la varietà produttiva veneta e intercettare domanda e investimenti attraverso una “regia” più efficace. Bozzo, dal canto suo, ha richiamato iniziative già avviate con altre Regioni e attività in programma per il prossimo anno, con un focus sulle giovani realtà imprenditoriali e sul networking.
Il passaggio finale, forse il più rilevante, è l’impegno a mantenere un’interlocuzione nelle prossime settimane per definire attività congiunte e un piano operativo condiviso. La differenza tra un buon incontro e un progetto utile sta lì: nella continuità, nella chiarezza di obiettivi, nella capacità di selezionare strumenti che funzionino per aziende diverse, dalle start-up alle imprese strutturate.