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Venezia presenta il PAESC: la rotta climatica passa da Mestre e arriva fino alla laguna

20/01/2026

Venezia presenta il PAESC: la rotta climatica passa da Mestre e arriva fino alla laguna

Nella sala del Municipio di Mestre la presentazione del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) del Comune di Venezia ha avuto il tono dei passaggi che segnano un cambio di scala: un documento tecnico, sì, ma anche una cornice politica che prova a mettere in ordine dieci anni di scelte ambientali e a trasformarle in un programma misurabile, con scadenze, priorità e strumenti. Alla conferenza stampa sono intervenuti l’assessore all’Urbanistica e all’Ambiente Massimiliano De Martin, con Dennis Wellington (site manager del Sito Unesco), Massimo Gattolin (dirigente Bonifiche e Valutazioni Ambientali) e Claudia Ferrari (settore Rifiuti, Biodiversità, Aria e Clima). Il Piano era stato licenziato dalla Giunta comunale la settimana precedente.

PAESC e Patto dei Sindaci: obiettivi 2030 e neutralità 2050

Il PAESC nasce dentro il Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia, l’iniziativa europea che chiede agli enti locali di tradurre gli impegni climatici in azioni verificabili, con target intermedi e rendicontazione. Venezia aveva formalizzato l’adesione nel 2020; dal 2021 l’impostazione è stata rafforzata, fissando l’asticella al 55% di riduzione delle emissioni di CO₂ entro il 2030 e alla neutralità climatica entro il 2050, includendo anche interventi di adattamento, cioè di risposta agli effetti già in corso del cambiamento climatico.

Il cuore operativo del Piano è l’Inventario Base delle Emissioni: una mappa dei consumi e delle principali fonti emissive che serve a decidere dove intervenire prima, con quale intensità, e con quali risultati attesi. È un passaggio essenziale perché evita la logica dei progetti “a elenco” e costringe l’amministrazione a collegare ogni intervento a un impatto misurabile, anche quando il tema è impopolare o complesso, come l’efficienza energetica degli edifici pubblici o la lotta alla povertà energetica.

Una città d’acqua e di terra: verde, mobilità, Porto Marghera

De Martin ha rivendicato un’impostazione che raccoglie e sistema quanto già realizzato, allargando la prospettiva oltre il verde urbano: gestione delle acque, vasche di laminazione, viabilità, illuminazione pubblica, efficientamento energetico, fino alla riconversione di Porto Marghera con attenzione alle produzioni energetiche, dal biodiesel all’idrogeno. Venezia, del resto, non può permettersi piani “standard”: le dinamiche fluviali, lagunari e marine entrano nella vita quotidiana e nei rischi climatici della città, e il PAESC le tratta come elementi strutturali, non come note a margine.

Tra i numeri messi in evidenza compaiono l’aumento del patrimonio arboreo di oltre 41 mila alberi e l’estensione di circa 200 chilometri di percorsi ciclabili; si aggiunge il progetto del Bosco dello Sport, con 100 mila alberi previsti per il 2026. Sul fronte mobilità, la traiettoria indicata per la terraferma passa dai veicoli a idrogeno: entro giugno è annunciato l’ingresso in servizio di ulteriori 90 mezzi, destinati a potenziare la flotta compatta. Per la navigazione, l’obiettivo dichiarato è portare entro il 2032 i mezzi che percorrono il Canal Grande verso motorizzazioni ibride alimentate con energia rinnovabile o biodiesel.

Il Piano quantifica anche la struttura delle azioni: 33 misure di mitigazione, con un percorso che punta a un bilancio di carbonio pari a zero entro il 2050 e a una riduzione del 72% entro il 2030; 46 azioni di adattamento per rafforzare la resilienza urbana. Nella stessa cornice vengono richiamati i risultati ambientali già attribuiti alle politiche avviate: tra 2017 e 2025, il calo del PM10 indicato arriva al 90%, con una riduzione del 73% per le altre emissioni.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.