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Venezia, viola il divieto di avvicinamento alla suocera: arrestata dalla Polizia di Stato

19/02/2026

Venezia, viola il divieto di avvicinamento alla suocera: arrestata dalla Polizia di Stato

Una misura cautelare già disposta dall’autorità giudiziaria e un braccialetto elettronico a monitorarne il rispetto. Nonostante questo, nella serata di sabato scorso una donna è stata arrestata dalla Polizia di Stato di Venezia per aver violato il divieto di avvicinamento nei confronti della suocera, persona offesa in un procedimento per maltrattamenti.

L’episodio si inserisce in un contesto già attenzionato dagli investigatori. Nel pomeriggio della stessa giornata, infatti, una volante era intervenuta a seguito di una chiamata al 113 da parte della donna destinataria delle minacce. La suocera aveva riferito di aver ricevuto messaggi intimidatori da parte della nuora, nei quali quest’ultima manifestava l’intenzione di manomettere il braccialetto elettronico per eludere il controllo e trasgredire il provvedimento in vigore.

L’intervento e il monitoraggio dell’abitazione

Gli agenti intervenuti hanno raccolto elementi utili a integrare il quadro investigativo già delineato, mantenendo un livello di attenzione particolarmente elevato nei pressi dell’abitazione della persona offesa. Una scelta operativa che si è rivelata decisiva.

Nel corso della serata, infatti, la donna sottoposta al divieto di avvicinamento è stata sorpresa proprio nei pressi della casa della suocera. Una presenza che costituiva, di fatto, la violazione della misura cautelare impostale.

A quel punto i poliziotti hanno proceduto all’arresto, ponendo la donna a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per le determinazioni di competenza.

Misure cautelari e tutela delle vittime

Il caso evidenzia l’importanza delle misure cautelari disposte nei procedimenti per maltrattamenti e violenze in ambito familiare. Il divieto di avvicinamento, spesso accompagnato dall’applicazione del braccialetto elettronico, rappresenta uno strumento di protezione volto a prevenire ulteriori condotte lesive e a garantire maggiore sicurezza alla persona offesa.

La tempestività dell’intervento e il monitoraggio costante del territorio hanno consentito di intervenire prima che la situazione degenerasse ulteriormente.

Come previsto dall’ordinamento, il procedimento penale si trova ancora nella fase preliminare e la responsabilità dell’indagata dovrà essere accertata con sentenza definitiva. Resta centrale, nel frattempo, la tutela della persona offesa e il presidio delle misure disposte dall’autorità giudiziaria a salvaguardia della sua incolumità.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.