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Welfare integrativo, il Veneto consolida il modello regionale

11/02/2026

Welfare integrativo, il Veneto consolida il modello regionale

Il welfare integrativo come leva per accompagnare le trasformazioni del lavoro e rafforzare la coesione sociale. È questa la linea ribadita dal vicepresidente e assessore regionale al Lavoro del Veneto, Lucas Pavanetto, dopo l’approvazione in Giunta della relazione conclusiva sullo stato di attuazione della legge regionale 18 luglio 2017, n. 15, dedicata allo sviluppo della previdenza complementare e del welfare integrato regionale.

La delibera, che dovrà ora essere esaminata dalla commissione consiliare competente, traccia un bilancio aggiornato del sistema nel biennio 2023-2024 e delle attività realizzate nel corso del 2025.

Un modello partecipato e territoriale

La legge 15/2017 ha introdotto in Veneto un modello definito partecipato, sussidiario e comunitario, fondato sull’integrazione tra intervento pubblico, welfare collettivo, strumenti aziendali e iniziative territoriali. Nel triennio 2020-2022 la Regione ha costruito l’architettura del sistema, istituendo il Sistema regionale di accreditamento delle forme di welfare collettive, il primo in Italia, gestito attraverso il portale Veneto Welfare.

Nel periodo 2023-2025 il modello è entrato in una fase di consolidamento: promozione del welfare territoriale, rafforzamento dell’Osservatorio regionale sul Welfare, collaborazione con università e centri di ricerca nazionali, oltre a iniziative per diffondere la cultura previdenziale e l’educazione finanziaria, con particolare attenzione ai giovani.

Tra le azioni più rilevanti figurano il Veneto Welfare Day, la raccolta delle buone pratiche di welfare locale, i bandi di incentivazione alla previdenza complementare e alla sanità integrativa, l’avvio del Comitato scientifico e i progetti di educazione previdenziale nelle scuole.

Previdenza complementare in crescita, ma con divari

I dati della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione indicano un aumento dell’adesione alla previdenza complementare in Veneto: tra il 2020 e il 2024 la quota di lavoratori aderenti è passata dal 40% al 47,6% della forza lavoro. Un risultato che segnala una maggiore consapevolezza rispetto agli strumenti integrativi, ma che non elimina criticità strutturali.

Persistono infatti differenze significative tra generazioni e tra uomini e donne, legate a percorsi lavorativi discontinui, livelli retributivi e tipologie contrattuali. Per l’assessore Pavanetto, diventa quindi centrale investire su informazione e formazione, rafforzando il collegamento tra politiche attive del lavoro e strumenti di welfare integrativo.

L’obiettivo dichiarato è rendere il sistema sempre più equo e inclusivo, capace di sostenere lavoratori, imprese e comunità locali in una fase di profonda trasformazione economica e demografica.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to