ZLS Porto Venezia-Rodigino, investimenti in crescita: la Regione punta su attrazione e nuovi facilitatori
10/04/2026
La ZLS Bluegate Porto di Venezia-Rodigino prova a consolidare il proprio ruolo come leva strategica per lo sviluppo produttivo e logistico del Veneto. A fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto è stato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, intervenuto a palazzo Balbi in occasione della riunione del Comitato di indirizzo.
Il messaggio emerso dall’incontro è netto: la Zona Logistica Semplificata, dopo una fase iniziale complessa e caratterizzata da tempi lunghi di attivazione, comincia a produrre risultati concreti sul fronte dell’attrazione degli investimenti. Un segnale che la Regione intende rafforzare attraverso nuovi strumenti operativi, una maggiore disponibilità di aree e una strategia più strutturata di accompagnamento alle imprese.
Credito d’imposta e investimenti: i numeri del 2025
Il dato più immediato riguarda il ricorso al credito d’imposta, uno degli strumenti principali su cui si fonda la competitività della ZLS. Secondo quanto illustrato da Bitonci, nel 2025 la ZLS veneta ha registrato 19 comunicazioni per un valore complessivo di investimento pari a 29.800.468 euro, con un credito d’imposta totale di 5.607.057 euro.
Di questa cifra, oltre 5,2 milioni fanno riferimento a investimenti già realizzati e fatturati, mentre circa 340 mila euro riguardano interventi completati ma non ancora fatturati. Un quadro che, nella lettura della Regione, conferma la capacità dello strumento fiscale di attivare risorse private e di funzionare da moltiplicatore economico, più che da semplice incentivo formale.
Il dato viene ritenuto particolarmente significativo anche in rapporto al contesto nazionale. Secondo Bitonci, infatti, la ZLS di Venezia e Rovigo sarebbe oggi quella che ha espresso i risultati più tangibili sul piano operativo, in un sistema ancora in fase di consolidamento in molte altre aree del Paese.
Le risorse per il triennio e la pressione della domanda
Guardando alla prossima fase, la Regione punta ora a sfruttare al meglio le opportunità aperte dalla legge di bilancio, che ha stanziato 300 milioni di euro di credito d’imposta a livello nazionale per il triennio 2026–2028. Una dotazione che, pur non particolarmente ampia se rapportata al fabbisogno potenziale, viene considerata utile proprio perché capace di generare investimenti di valore superiore rispetto al contributo pubblico concesso.
Accanto a queste risorse, il Veneto ha già attivato un proprio sostegno diretto. Nell’ambito dei Fondi di Coesione 2021–2027, la Regione ha destinato 14 milioni di euro all’attrazione degli investimenti nella ZLS. Un importo che, tuttavia, si è confrontato con una domanda molto più elevata: le richieste complessive hanno infatti sfiorato i 200 milioni di euro.
È proprio questo squilibrio tra disponibilità e interesse del sistema produttivo a offrire una misura concreta dell’appeal crescente dell’area, ma anche della necessità di rafforzare strumenti e capacità di selezione, accompagnamento e pianificazione.
La vera sfida è attrarre nuovi investitori
Se la leva fiscale rappresenta la base, il vero terreno decisivo è quello dell’attrazione di nuovi investimenti. Bitonci lo definisce apertamente il nodo più delicato e più strategico, spiegando che sono già in corso interlocuzioni con realtà imprenditoriali di rilievo interessate a insediarsi nell’area veneziana e nella ZLS.
In questa prospettiva, la Regione intende modificare l’approccio fin qui seguito, puntando su una strategia più attiva e orientata all’accompagnamento. Da qui nasce l’idea di introdurre figure dedicate, veri e propri facilitatori, con il compito di seguire le imprese lungo tutto il percorso di insediamento e investimento, offrendo punti di riferimento certi e supporto operativo.
Si tratta di un passaggio non secondario. In molti casi, infatti, la capacità di attrarre capitali non dipende soltanto dagli incentivi disponibili, ma anche dalla rapidità con cui un territorio riesce a fornire risposte, chiarire procedure, individuare spazi e ridurre l’incertezza amministrativa.
Le aree disponibili restano un nodo aperto
Tra i temi emersi durante il Comitato, c’è anche quello della mappatura delle aree libere disponibili ad accogliere nuovi insediamenti produttivi. Un lavoro di monitoraggio era già stato avviato lo scorso anno, ma secondo la Regione le risposte ricevute dai Comuni sono state finora ancora troppo limitate.
Il tema, del resto, non riguarda soltanto la ZLS in senso stretto, ma l’intera capacità del Veneto di presentarsi come territorio pronto ad accogliere nuove attività economiche. Per questo la Regione intende aggiornare il lavoro già avviato e renderlo consultabile sul sito Bluegate, in modo da costruire uno strumento più trasparente, leggibile e utile anche in chiave promozionale.
Il quadro che emerge è quello di una ZLS che sta entrando in una fase più matura: meno centrata sulla sola attivazione normativa e più orientata alla capacità concreta di trasformare incentivi, spazi e governance in investimenti reali. E sarà proprio su questa capacità di esecuzione che si misurerà il salto di qualità atteso nei prossimi mesi.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.