Mestre, truffa del finto carabiniere: individuato un sospetto
13/08/2026
Un’anziana di 90 anni è stata raggirata nella propria abitazione a Mestre da un uomo che si sarebbe presentato come carabiniere, riuscendo a farsi consegnare gioielli e preziosi con il pretesto di doverli sottoporre a controlli. Le indagini della Polizia Locale, sviluppate con la collaborazione del servizio radiotaxi e della Polfer, hanno consentito di individuare un sospetto, successivamente riconosciuto dalla vittima. Dieci oggetti appartenenti alla donna sono stati inoltre identificati tra il materiale recuperato.
La telefonata al marito e il falso indirizzo dei Carabinieri
La vicenda risale al pomeriggio del 3 agosto. Intorno alle 16.25 una pattuglia appiedata della Polizia Locale, impegnata nei controlli in piazza Ferretto, è stata avvicinata da un anziano visibilmente agitato. L’uomo chiedeva indicazioni per raggiungere una presunta stazione dei Carabinieri in via Palazzo.
Agli agenti ha raccontato di aver ricevuto poco prima una telefonata sul numero fisso di casa. Dall’altra parte della linea un sedicente carabiniere gli avrebbe comunicato che la sua carta d’identità era stata clonata e utilizzata per commettere una rapina in una gioielleria di Treviso, intimandogli di presentarsi immediatamente presso un indirizzo dell’Arma che, secondo gli accertamenti, risultava inesistente.
Riconoscendo nella dinamica gli elementi tipici della cosiddetta truffa del finto carabiniere, gli operatori hanno accompagnato immediatamente l’uomo a casa, dove era rimasta sola la moglie novantenne.
Alla 90enne chiesti gioielli per presunte “verifiche”
Al loro arrivo gli agenti hanno scoperto che il raggiro era già stato portato a termine. La donna ha riferito che, pochi minuti dopo l’uscita del marito, un uomo si era presentato alla porta qualificandosi come carabiniere.
Il visitatore avrebbe sostenuto di dover prelevare gioielli e altri oggetti preziosi presenti nell’abitazione per sottoporli a esami e verificare se fossero collegati a furti. Convinta dalla messinscena e dalla presunta urgenza, la novantenne gli avrebbe consegnato i beni. L’uomo si sarebbe poi allontanato prima del ritorno del marito insieme agli agenti.
Un elemento utile alle indagini è arrivato dal servizio radiotaxi di Mestre. Interpellato dalla Polizia Locale, ha confermato di aver trasportato un uomo e una donna dalle immediate vicinanze dell’abitazione della coppia fino alla stazione ferroviaria di Mestre.
Il sospetto fermato in treno dalla Polfer di Bologna
Gli approfondimenti successivi hanno permesso di collegare la vicenda a un uomo intercettato in treno dalla Polizia Ferroviaria di Bologna. Il soggetto sarebbe stato trovato in possesso di numerosi beni ritenuti provenienti da più episodi illeciti.
La collaborazione tra Polfer e Polizia Locale ha consentito di sottoporre il materiale recuperato alla vittima. La novantenne ha riconosciuto dieci articoli come propri e ha inoltre indicato il soggetto fermato a Bologna quale presunto autore della truffa subita nella sua abitazione.
L’assessore comunale alla Coesione sociale, Ermelinda Damiano, ha richiamato l’attenzione sulla prevenzione delle truffe ai danni delle persone anziane e sul progetto “Ocio Ciò”, sviluppato dall’Amministrazione in collaborazione con le forze dell’ordine per diffondere informazioni utili a riconoscere tentativi di raggiro.
Il procedimento penale è ancora in corso. Le responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate definitivamente dall’Autorità Giudiziaria e resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza irrevocabile di condanna.
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