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Pedopornografia online, due arresti nel Nord Italia

26/05/2026

Pedopornografia online, due arresti nel Nord Italia

Due persone sono state arrestate e una terza è stata denunciata dalla Polizia di Stato nell’ambito dell’operazione “Lux contra tenebras”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Venezia e finalizzata al contrasto della diffusione di materiale pedopornografico online. Gli indagati, residenti nel Nord Italia, sono ritenuti coinvolti a vario titolo nella detenzione e nello scambio di contenuti legati allo sfruttamento sessuale minorile attraverso piattaforme e ambienti digitali dedicati.

Indagini partite dal monitoraggio della rete

L’attività investigativa è stata condotta dagli specialisti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Veneto, in raccordo costante con il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online. Le verifiche sono iniziate dal monitoraggio di Internet e dall’analisi delle tracce digitali lasciate dagli utenti durante la navigazione e le attività di condivisione.

Le indagini tecniche, proseguite per diversi mesi, hanno consentito agli investigatori di risalire a tre soggetti residenti nelle province di Venezia, Vicenza e Brescia. Tutti risultano privi di precedenti di polizia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbero utilizzato software e piattaforme dedicate allo scambio illecito di materiale pedopornografico.

Il lavoro della Polizia Postale si è concentrato sull’identificazione degli utenti, sulla verifica dei flussi di condivisione e sulla localizzazione dei dispositivi utilizzati. Un’attività complessa, sviluppata in ambienti digitali spesso protetti da strumenti pensati per rendere più difficile l’individuazione degli utilizzatori.

Perquisizioni e sequestri di dispositivi informatici

Nel corso delle perquisizioni domiciliari eseguite dalla Polizia Postale, due degli indagati sono stati arrestati in flagranza per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. Il primo, un 66enne residente nella provincia di Venezia, al momento dell’accesso degli investigatori sarebbe stato impegnato a scaricare e condividere dal proprio personal computer numerosi file attraverso reti di scambio criptate.

Il secondo arresto riguarda un 49enne residente nella provincia di Vicenza. Durante la perquisizione, gli agenti hanno trovato nei dispositivi informatici in suo uso oltre 500 video di natura pedopornografica. Per entrambi, il pubblico ministero di turno della Procura di Venezia, informato sugli esiti delle attività di polizia giudiziaria, ha disposto gli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.

Il terzo soggetto, residente nella provincia di Brescia, è stato denunciato all’Autorità giudiziaria in stato di libertà. Nel complesso, gli investigatori hanno sequestrato computer, smartphone, supporti di archiviazione digitale e account telematici. Su questi materiali sono state rinvenute centinaia di immagini e video raffiguranti minori vittime di gravi abusi sessuali.

Analisi forensi per ricostruire la rete di scambio

Tutto il materiale sequestrato sarà sottoposto ad analisi forensi da parte degli specialisti della Polizia Postale. Gli accertamenti serviranno a verificare eventuali collegamenti con altri soggetti, ricostruire le reti di condivisione e individuare possibili canali più ampi, sia in Italia sia all’estero.

Una parte rilevante dell’attività riguarda anche l’identificazione delle vittime minori ritratte nei contenuti sequestrati. Le indagini si muovono attraverso i canali della cooperazione internazionale di polizia, poiché molte delle vittime potrebbero trovarsi fuori dal territorio nazionale.

Secondo quanto emerso, gli indagati provengono da contesti sociali e professionali differenti e conducevano una vita apparentemente ordinaria. L’elemento comune rilevato dagli investigatori è una significativa dimestichezza con strumenti informatici e ambienti digitali.

L’operazione conferma l’impegno della Polizia di Stato e della Polizia Postale nel contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori online, attraverso monitoraggio della rete, indagini tecniche e collaborazione internazionale. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e, per tutti gli indagati, resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.