PM10 in Veneto, chiusa la stagione dei bollettini Arpav
02/05/2026
Si è conclusa mercoledì 29 aprile l’emissione stagionale del bollettino PM10 di Arpav, lo strumento che segnala gli episodi di accumulo delle polveri sottili e gli eventuali superamenti prolungati del valore limite giornaliero. Il monitoraggio, attivo da ottobre ad aprile con tre uscite settimanali, consente alle Amministrazioni comunali di applicare tempestivamente le misure di mitigazione previste nei casi di peggioramento della qualità dell’aria.
Novantuno bollettini emessi tra ottobre e aprile
Nella stagione appena conclusa sono stati emessi 91 bollettini PM10, relativi al periodo compreso tra il 1° ottobre 2025 e il 29 aprile 2026. Il sistema di allerta ha accompagnato i mesi più sensibili per l’accumulo delle polveri sottili, quando le condizioni meteorologiche e la maggiore stabilità atmosferica possono favorire la permanenza degli inquinanti negli strati più bassi dell’atmosfera.
Il mese di aprile 2026 si è chiuso senza criticità: per tutto il periodo il livello di allerta è rimasto pari a 0, cioè verde, in tutta la regione. Nessun episodio di allerta è stato registrato neppure nel mese di ottobre, mentre le fasi più rilevanti di accumulo delle polveri si sono concentrate a metà novembre, dicembre e gennaio, oltre che nei primi giorni di marzo.
In media, i giorni con attivazione dei livelli di allerta 1, arancione, o 2, rosso, sono stati 12 nell’intera stagione, pari al 6% del periodo monitorato. Il dato varia in modo significativo tra le diverse aree del Veneto: si passa da zone senza alcun giorno di allerta a territori che hanno raggiunto un massimo di 25 giornate su 212 complessive.
Allerta rossa solo per tre giorni nell’area di Padova
Il livello di allerta 1 non si è distribuito in modo uniforme nei sette mesi di monitoraggio. Gli episodi si sono presentati in corrispondenza di specifiche fasi di accumulo, legate a condizioni favorevoli alla concentrazione delle polveri sottili. Il livello di allerta 2, quello rosso, è stato invece limitato a tre sole giornate nel mese di gennaio, nell’agglomerato di Padova.
Il confronto con la stagione invernale 2024-2025 mostra un lieve incremento dei giorni in allerta 1. La media è passata da 9 a 12 giornate, mentre l’unico episodio di allerta 2 si conferma, come nella stagione precedente, molto localizzato e di breve durata.
La fotografia tracciata da Arpav restituisce quindi una stagione con alcune fasi di accumulo delle polveri, ma senza un’estensione generalizzata delle situazioni più critiche. Il dato di aprile, interamente in fascia verde, ha chiuso il periodo di emissione dei bollettini senza ulteriori superamenti prolungati tali da attivare nuove misure emergenziali.
Monitoraggio attivo tutto l’anno sui dati dell’aria
L’emissione del bollettino di allerta PM10 riprenderà giovedì 1° ottobre 2026, con l’avvio della nuova stagione di monitoraggio. Nel frattempo resteranno disponibili durante tutto l’anno gli strumenti informativi legati alla qualità dell’aria: i dati in diretta del particolato registrati dalle centraline della rete, le mappe di previsione e le tabelle dei dati validati.
Prima dell’estate sarà inoltre pubblicata la Relazione regionale sulla qualità dell’aria nel 2025. Il documento conterrà informazioni di dettaglio sugli inquinanti atmosferici rilevati da tutte le centraline della rete, offrendo un quadro più ampio sull’andamento della qualità dell’aria in Veneto.
Il bollettino PM10 resta uno strumento operativo per collegare il monitoraggio ambientale alle decisioni dei Comuni. La sua funzione è individuare con rapidità le fasi di accumulo delle polveri sottili e consentire l’attivazione delle misure previste, in particolare nei mesi in cui il particolato rappresenta una delle principali criticità per la qualità dell’aria nelle aree urbane e di pianura.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.