Qualità dell’aria in Veneto, PM10 ai minimi storici nel 2025
27/05/2026
Il Veneto ha registrato nel 2025 i valori più bassi di sempre per il PM10 da quando viene effettuato il monitoraggio della qualità dell’aria attraverso la Rete regionale. È quanto emerge dalla Relazione regionale sulla qualità dell’aria, che restituisce un quadro complessivamente favorevole per l’anno appena analizzato, pur segnalando criticità ancora presenti sul fronte dell’ozono estivo e del benzo(a)pirene.
PM10, PM2.5 e biossido di azoto entro i limiti annuali
Il documento conferma il rispetto in Veneto dei valori limite annuali per il PM10, il PM2.5 e il biossido di azoto. Per il PM10 il dato positivo si mantiene dal 2018, mentre per il PM2.5 si tratta del quinto anno consecutivo entro i limiti. Anche il biossido di azoto risulta conforme agli standard annuali dal 2020.
Il miglioramento più significativo riguarda il PM10 giornaliero, che resta lo standard più difficile da rispettare. Nel 2025, 27 centraline su 33 hanno rispettato il limite, con un incremento del 10% rispetto al passato. Tra le stazioni di fondo, 20 su 21 sono risultate a norma: l’unica eccezione è Badia Polesine. Nelle centraline di traffico e industriali, invece, 7 su 12 hanno rispettato il parametro previsto.
Verona Borgo Milano e San Bonifacio con più superamenti
La situazione appare nettamente migliore nelle aree montane e di fondovalle rispetto alla pianura, dove permangono le condizioni più favorevoli all’accumulo degli inquinanti. Il numero massimo di superamenti del limite giornaliero del PM10 è stato registrato a Verona Borgo Milano e a San Bonifacio, entrambe con 44 giorni oltre soglia.
Per il benzo(a)pirene si registra un leggero miglioramento delle concentrazioni, ma il quadro resta da monitorare. La principale sorgente dell’inquinante è la combustione di biomassa per il riscaldamento domestico. Le medie annuali hanno superato il valore obiettivo di 1,0 ng/m³ nel capoluogo di Treviso, con 1,2 ng/m³, nell’area Feltrina, con 1,7 ng/m³, nell’Alta Padovana, con 1,4 ng/m³, e a Belluno città, con 1,2 ng/m³. Le altre 12 stazioni monitorate sono rimaste sotto il limite.
Ozono in aumento durante l’estate calda
La criticità più legata all’andamento meteorologico riguarda l’ozono. Nel 2025 gli episodi di superamento del valore obiettivo sono aumentati rispetto al 2024, complice l’ondata di caldo intenso e la stabilità atmosferica che hanno caratterizzato l’estate. Le ore complessive di superamento della soglia di informazione sono state 337, distribuite in 106 episodi.
I picchi si sono concentrati tra l’11 giugno e il 4 luglio e poi il 9 agosto, con valori più elevati soprattutto ad Asiago, dove sono state registrate 69 ore di superamento, seguita da Schio con 47 ore, Legnago e Boscochiesanuova con 41. Per gli altri inquinanti, la relazione non segnala criticità particolari e conferma un andamento in linea con gli anni precedenti.
Il documento richiama anche il prossimo recepimento, entro il 2026, della nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria. La normativa introdurrà limiti più severi da rispettare entro il primo gennaio 2030, avvicinandosi maggiormente ai valori guida dell’Organizzazione mondiale della sanità. Per il Veneto, il miglioramento del 2025 rappresenta dunque un risultato rilevante, ma anche una base di partenza per nuove strategie strutturali contro l’inquinamento e i suoi effetti sulla salute.
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