Veneto, 3 milioni per il lavoro dei detenuti in 9 istituti
04/05/2026
Regione Veneto e Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria del Triveneto collaborano per rafforzare i percorsi di inclusione socio-lavorativa delle persone detenute. La Giunta regionale ha approvato l’accordo con il PRAP Triveneto per la realizzazione del progetto AMA DE - Veneto, finanziato con 3.038.333 euro nell’ambito del Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, attraverso il Fondo sociale europeo Plus.
Formazione e lavoro per il reinserimento sociale
Il progetto punta a sostenere persone in condizioni di fragilità, con particolare attenzione ai detenuti e a chi è sottoposto a misure penali. L’obiettivo è costruire percorsi di reinserimento sociale attraverso formazione professionale, attività lavorative e sviluppo di competenze spendibili una volta conclusa la pena o durante i percorsi di esecuzione penale.
L’iniziativa rientra nell’Azione 2 del Piano “Una giustizia più inclusiva”, promosso dal Ministero della Giustizia. Il principio alla base dell’intervento è che il lavoro possa rappresentare uno strumento decisivo per ridurre l’esclusione, favorire l’autonomia personale e rafforzare le possibilità di rientro nella società.
Fondi per laboratori e attività produttive nelle carceri
Dei 3,038 milioni complessivi, 1.241.000 euro saranno destinati all’acquisto di forniture e servizi per i 9 istituti penitenziari del Veneto. Le risorse serviranno a potenziare attività produttive e laboratoriali già esistenti e ad avviarne di nuove, con interventi su spazi, attrezzature e strumenti necessari allo svolgimento dei percorsi.
Il progetto prevede anche l’adeguamento e l’acquisto di macchinari, l’elaborazione di studi di mercato, la definizione di strategie di commercializzazione dei prodotti realizzati nei laboratori penitenziari e l’acquisizione di materiali funzionali alle attività formative e produttive.
Esperti e temporary manager per accompagnare i percorsi
La quota restante del finanziamento sarà impiegata per ulteriori misure previste dal progetto, tra cui formazione, analisi dei risultati e comunicazione. È previsto anche il coinvolgimento di esperti e temporary manager, chiamati ad accompagnare i percorsi lavorativi dei detenuti e a rendere più solida la connessione tra attività interne agli istituti e opportunità occupazionali esterne.
La Regione intende così favorire modelli di intervento capaci di unire competenze professionali, inclusione attiva e prospettive concrete di reinserimento. Il progetto interviene su un ambito considerato delicato, quello della rieducazione e della possibilità di ricostruire un percorso personale e lavorativo dopo l’esperienza detentiva.
Pavanetto: “Il lavoro è imprescindibile per l’inclusione”
Il vicepresidente e assessore regionale al Lavoro, Lucas Pavanetto, ha spiegato che AMA DE consente di attuare modelli di inclusione attiva per i detenuti, affrontando il tema del reinserimento attraverso misure concrete. La Regione, ha ricordato, è impegnata anche in una seconda linea complementare, il progetto AMA ES, rivolto alle persone in uscita dal carcere o in esecuzione penale esterna.
Secondo Pavanetto, i due interventi nascono dalla convinzione che il lavoro sia un elemento indispensabile per il reinserimento e l’inclusione sociale dei detenuti e delle persone che stanno uscendo dal circuito penale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to