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Veneto primo in Italia per caro energia: rincari al 12,6%

23/07/2026

Veneto primo in Italia per caro energia: rincari al 12,6%

Il Veneto guida la classifica nazionale del caro energia, con un aumento dei prezzi di elettricità e gas pari al 12,6% a giugno, secondo l’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Istat.

Rincari sopra la media nazionale

Il dato segna un nuovo peggioramento rispetto a maggio, quando l’incremento era stato del 12,2%. In appena un mese il Veneto ha superato il Trentino-Alto Adige e si è portato davanti a Friuli Venezia Giulia, fermo al 12,2%, e Trentino-Alto Adige, al 11,7%.

La crescita dei costi energetici viene collegata alle tensioni geopolitiche internazionali, con effetti sui mercati di elettricità e gas. La riaccensione del conflitto nel Golfo Persico e le incertezze sulle rotte commerciali nel Mar Rosso hanno contribuito a una nuova fase di volatilità, con ricadute dirette sulle bollette di famiglie e imprese.

Per una regione a forte vocazione manifatturiera, l’aumento dell’energia incide sui costi di produzione, sui margini aziendali e sulla capacità di programmare nuovi investimenti.

Boschetto: imprese esposte ai mercati internazionali

Il presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto, ha richiamato la fragilità del sistema produttivo regionale davanti alle oscillazioni dei mercati globali. Secondo Boschetto, ogni ulteriore aumento del costo dell’energia riduce la competitività delle imprese e può spingere molte aziende a rinviare investimenti già programmati.

L’aumento delle bollette arriva mentre crescono anche le quotazioni delle materie prime energetiche. Nei primi mesi della crisi di Hormuz, il prezzo all’importazione di petrolio greggio e gas naturale è salito del 38,4%, mentre la bolletta energetica nazionale ha registrato un incremento del 41% rispetto al trimestre precedente.

A luglio il prezzo del gas mostra un ulteriore aumento del 12,6% rispetto alla media di giugno, mentre l’energia elettrica all’ingrosso cresce del 12,2%.

Credito in calo per le piccole imprese

Confartigianato segnala anche il nodo dell’accesso al credito. Nel primo trimestre del 2026 i prestiti alle piccole imprese venete sono diminuiti del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, confermando una contrazione avviata dal 2022.

Dal 2019 lo stock medio annuo dei prestiti alle piccole imprese si è ridotto del 25,9%, una flessione pari a 3,6 volte quella registrata dal totale delle imprese, ferma al 7,3%.

In questo quadro, Boschetto ha valutato positivamente la scelta dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci, di rafforzare con altri 10 milioni di euro il Fondo di garanzia destinato alle piccole e medie imprese. Per Confartigianato, energia a costi sostenibili e credito accessibile restano due condizioni decisive per la tenuta del sistema produttivo veneto.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to