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A22 chiusa a Matrei il 30 maggio, CNA Fita: danni ai trasporti

28/05/2026

A22 chiusa a Matrei il 30 maggio, CNA Fita: danni ai trasporti

Otto ore di blocco sull’asse del Brennero, con chiusura totale dell’autostrada A22, della statale 12 e delle vie secondarie a Matrei am Brenner: è lo scenario previsto per il 30 maggio e contestato con fermezza da CNA Fita, che denuncia il rischio di una paralisi per l’autotrasporto, la produzione e l’export italiano.

La protesta a Matrei e il nodo del traffico transfrontaliero

L’iniziativa annunciata nel comune tirolese nasce per richiamare l’attenzione sull’impatto del traffico transfrontaliero lungo il corridoio del Brennero. Per CNA Fita, però, la forma scelta rischia di trasformare una manifestazione legittima in un’interruzione pesante della circolazione delle merci, con conseguenze dirette su imprese, vettori e filiere produttive.

Il presidente nazionale di CNA Fita, Michele Santoni, ha definito il diritto di manifestare “sacrosanto e legittimo”, precisando però che non può tradursi nel blocco unilaterale dell’economia di un intero territorio e dei corridoi logistici europei. La chiusura è prevista in una fascia temporale ritenuta particolarmente delicata, a ridosso di festività nazionali e internazionali, quando il traffico merci e passeggeri può subire pressioni più intense.

Secondo l’associazione, le ripercussioni potrebbero essere molto estese. Il rischio indicato è quello di code, ritardi e disagi destinati a protrarsi anche oltre la durata formale della protesta, con effetti a catena sui tempi di consegna, sui costi operativi e sulla regolarità dei collegamenti tra Italia e Nord Europa.

Mezzi pesanti fermi e uscita obbligatoria a Vipiteno

CNA Fita esprime preoccupazione anche per le misure operative adottate dal Commissario del Governo per contenere gli effetti sulla viabilità. Tra i provvedimenti segnalati figurano l’obbligo di uscita a Vipiteno e il divieto di circolazione per i mezzi pesanti dalle 7 alle 20. Per l’associazione, la necessità di interventi così incisivi conferma la gravità della situazione sul piano della sicurezza stradale e della gestione dei flussi.

Nel mirino di CNA Fita c’è anche il coordinamento tra le autorità coinvolte. Santoni parla di un “paradosso incomprensibile” e di una carenza strutturale nei rapporti tra amministrazioni tirolesi e altoatesine. La critica riguarda in particolare la possibilità che una decisione assunta a livello locale finisca per incidere sulla libera circolazione delle merci, principio centrale dell’Unione Europea, penalizzando migliaia di operatori italiani ed europei.

L’appello al Governo italiano e a Bruxelles

L’associazione dell’autotrasporto chiede che il tema venga portato con decisione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Governo italiano, affinché la posizione delle imprese venga rappresentata a Bruxelles. L’obiettivo indicato è l’introduzione di tutele normative europee capaci di impedire il ripetersi di blocchi unilaterali ai valichi di frontiera.

Per CNA Fita, forme alternative di protesta sarebbero possibili senza paralizzare i transiti nazionali e internazionali. Il punto, secondo l’associazione, non è negare il disagio dei territori attraversati dal traffico, ma evitare che una mobilitazione locale produca effetti sproporzionati su un’infrastruttura strategica per l’economia italiana ed europea.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.