Anziani in Veneto, cinque tavoli per riformare l’assistenza
03/09/2026
Il Veneto avvia cinque tavoli territoriali per lavorare alla riforma del sistema dedicato alle persone anziane non autosufficienti, affrontando gestione delle liste d’attesa, accreditamento delle strutture, assistenza domiciliare e reclutamento del personale sociosanitario. Il percorso è stato annunciato dall’assessore regionale ai Servizi Sociali Paola Roma al termine di un incontro organizzato al Padiglione Rama dell’Ospedale all’Angelo di Mestre, al quale hanno partecipato circa 300 rappresentanti degli enti gestori, dei 24 Ambiti territoriali sociali e delle nove Ulss del Veneto.
Cinque tavoli locali per la riforma della non autosufficienza
La Regione intende utilizzare i nuovi tavoli come sedi operative per affrontare alcuni dei principali nodi del sistema. Tra i temi indicati figurano la riforma dell’accreditamento, il rapporto tra centri di servizio e Ambiti territoriali sociali, la costruzione di nuove forme di assistenza domiciliare e le difficoltà legate al reperimento di personale destinato alle strutture sociosanitarie.
Il confronto nasce anche dalle richieste avanzate dai gestori dei servizi residenziali e semiresidenziali, chiamati a confrontarsi con l’aumento dei costi, le liste d’attesa e una domanda assistenziale che non può essere affrontata esclusivamente attraverso la creazione di ulteriori posti nelle case di riposo.
L’assessore Roma ha indicato la necessità di sviluppare nel corso della legislatura un modello capace di offrire risposte diversificate, integrando residenzialità, servizi territoriali e assistenza a domicilio.
Oltre 350 centri di servizio e 32 mila posti accreditati
Nel breve e medio periodo, la Regione punta anche a rendere più omogenea l’organizzazione delle strutture presenti sul territorio. In Veneto operano oltre 350 centri di servizio per anziani, con più di 32 mila posti accreditati.
Tra gli interventi discussi a Mestre figura la definizione di modalità uniformi per la gestione delle liste d’attesa nelle diverse aree regionali. Un altro capitolo riguarda la presa in carico delle persone affette da demenza, che rappresentano attualmente il 54% degli utenti ospitati nelle strutture accreditate.
Secondo i dati illustrati dalla Regione, dei posti complessivamente disponibili circa 25 mila riceveranno copertura attraverso l’impegnativa di residenzialità, mentre altri 2 mila saranno sostenuti attraverso le quote sanitarie di accesso introdotte nel 2020.
Demenze e liste d’attesa al centro della programmazione
L’elevata presenza di persone con demenza all’interno delle strutture rende necessario, secondo la Regione, definire criteri condivisi per l’accesso e la gestione dei servizi, evitando differenze operative tra i diversi territori.
La programmazione dovrà quindi tenere insieme disponibilità dei posti, condizioni degli utenti e sostenibilità economica delle strutture, introducendo parallelamente nuove soluzioni per le persone che possono essere assistite a domicilio.
Particolare attenzione sarà riservata anche al personale. Le difficoltà di reclutamento degli operatori sociosanitari vengono considerate uno dei problemi da affrontare nei tavoli territoriali, insieme all’organizzazione delle attività e alla capacità dei servizi di rispondere a bisogni assistenziali più complessi.
Verso la riattivazione dell’Osservatorio regionale
Roma ha inoltre annunciato la prossima riattivazione dell’Osservatorio regionale per le politiche sociali e sociosanitarie. L’organismo avrà il compito di approfondire la conoscenza del sistema dei centri di servizio e di analizzare i bisogni assistenziali provenienti dalle diverse aree del Veneto.
Il lavoro dovrebbe coinvolgere direttamente centri di servizio, Ulss e Ambiti territoriali sociali, con l’obiettivo di raccogliere dati utili alla programmazione e individuare nuove modalità di intervento.
La Regione punta così a costruire un sistema nel quale le strutture residenziali siano integrate con servizi domiciliari e territoriali, mentre i cinque tavoli locali dovranno trasformare il confronto con gestori e istituzioni in proposte operative per la riorganizzazione dell’assistenza agli anziani non autosufficienti.
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