Credito alle PMI venete, fondo regionale sale a 63 milioni
14/07/2026
La Regione Veneto rafforza gli strumenti destinati alle micro e piccole imprese colpite dalla contrazione del credito bancario, portando a 63 milioni di euro la dotazione della sezione regionale del Fondo di Garanzia PMI. L’intervento è stato annunciato dall’assessore allo Sviluppo economico e Innovazione, Massimo Bitonci, dopo la diffusione dei dati di Cna Padova e Rovigo, che segnalano una forte riduzione dei finanziamenti concessi alle aziende artigiane di minori dimensioni.
Credito più che dimezzato per le imprese fino a cinque dipendenti
Secondo i numeri richiamati dalla Regione, nell’arco di dieci anni lo stock di credito destinato alle imprese con un massimo di cinque dipendenti si è ridotto di oltre la metà nella provincia di Padova. La flessione risulta superiore sia alla media veneta sia a quella nazionale, mentre le rilevazioni più recenti mostrano un andamento negativo anche nel resto del territorio regionale.
Il presidente di Cna Padova, Luca Montagnin, ha evidenziato la crescente distanza tra gli istituti bancari e il sistema produttivo locale. Le decisioni relative ai finanziamenti sarebbero affidate con maggiore frequenza a procedure automatizzate e criteri algoritmici, mentre si indebolisce il rapporto diretto tra direttori di filiale e imprenditori. Anche i livelli decisionali si sarebbero progressivamente spostati fuori dai territori nei quali operano le aziende.
Bitonci ha collegato la stretta creditizia alle difficoltà incontrate dalle imprese nel programmare investimenti, ampliare gli organici e mantenere la propria capacità competitiva. Un finanziamento negato o concesso in ritardo, secondo l’assessore, può bloccare l’acquisto di nuovi macchinari, la digitalizzazione dei processi o l’apertura di ulteriori linee produttive.
Dieci milioni aggiuntivi per il Fondo di Garanzia
La prima misura prevista dal pacchetto regionale riguarda il rafforzamento della sezione veneta del Fondo di Garanzia PMI. Alla dotazione già disponibile di 53 milioni di euro sono stati aggiunti altri 10 milioni, raggiungendo così un totale di 63 milioni. Le risorse serviranno a facilitare l’ottenimento di finanziamenti da parte delle imprese considerate maggiormente esposte alla riduzione del credito.
La Regione intende utilizzare le garanzie pubbliche per ridurre il rischio sostenuto dagli istituti finanziatori e aumentare le possibilità di accesso ai prestiti. L’obiettivo dichiarato è sostenere soprattutto le aziende artigiane e le realtà di piccole dimensioni, che spesso dispongono di minori garanzie patrimoniali rispetto alle imprese strutturate.
Al Fondo si affiancherà una nuova iniziativa dedicata ai Basket Bond regionali, sviluppata in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti. Lo strumento metterà a disposizione 12,5 milioni di euro e si aggiungerà al programma dei Mini Bond regionali già operativo, ampliando le opportunità di finanziamento alternative al tradizionale prestito bancario.
Protocollo con le banche e collaborazione con i Confidi
La Giunta regionale punta anche a riaprire un confronto diretto con gli istituti di credito. Per la prossima settimana è previsto un incontro con il tavolo delle banche venete, durante il quale saranno presentati i dati aggiornati sulle garanzie concesse alle imprese, confrontati con quelli dello stesso periodo dell’anno precedente.
Durante la riunione la Regione proporrà la sottoscrizione di un protocollo d’intesa volto a rafforzare la collaborazione tra banche e Confidi, i consorzi che accompagnano le imprese nell’accesso ai finanziamenti. Sarà inoltre valutata la possibilità di un ritorno degli istituti di credito in Veneto Sviluppo, con l’obiettivo di creare percorsi condivisi per sostenere le PMI.
Veneto Innovazione sta parallelamente esaminando nuove formule di social lending, peer-to-peer lending e crowdfunding dedicate alle piccole e medie imprese. Questi strumenti dovrebbero offrire ulteriori canali di raccolta delle risorse, complementari al credito bancario e gestiti con un coinvolgimento diretto delle strutture regionali.
Bitonci ha chiarito che la Regione non intende sostituirsi alle banche, ma favorire una maggiore vicinanza tra gli istituti e le realtà produttive locali. Il tavolo annunciato dovrà portare, nelle intenzioni della Giunta, a impegni verificabili, nuovi strumenti finanziari e procedure più accessibili per le imprese venete.
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