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Diesel Euro 5, Confartigianato Veneto sostiene lo stop al blocco

07/08/2026

Diesel Euro 5, Confartigianato Veneto sostiene lo stop al blocco

Confartigianato Imprese Autoriparazione Veneto sostiene il percorso avviato dalla Regione per sospendere il blocco generalizzato dei veicoli diesel Euro 5, previsto dal 1° ottobre. Per la federazione, applicare le limitazioni esclusivamente sulla base della classe ambientale rischierebbe di penalizzare famiglie, lavoratori autonomi e piccole imprese, senza considerare le effettive condizioni dei mezzi e l’efficienza dei dispositivi antinquinamento.

Ruffa: restrizione pesante per lavoratori e imprese

Il presidente regionale della Federazione Autoriparazione, Massimo Ruffa, ha accolto favorevolmente l’avvio dell’iter veneto, evidenziando le conseguenze economiche che una limitazione indiscriminata potrebbe produrre. Molti artigiani e lavoratori utilizzano quotidianamente automobili e veicoli commerciali diesel come strumenti indispensabili per raggiungere clienti, cantieri e sedi operative.

La sostituzione anticipata di un mezzo ancora funzionante comporterebbe una spesa difficilmente sostenibile per numerosi nuclei familiari e attività di piccole dimensioni. Secondo Confartigianato, le politiche per migliorare la qualità dell’aria devono quindi essere accompagnate da misure economicamente accessibili e da alternative di mobilità concretamente disponibili sul territorio.

Il Veneto presenta una struttura produttiva diffusa, con imprese e insediamenti distribuiti anche lontano dai principali centri urbani. In molte aree l’automobile e il furgone restano necessari per gli spostamenti professionali, mentre i collegamenti pubblici non consentono sempre di soddisfare le esigenze di chi trasporta materiali, attrezzature o merci.

La classe Euro indica l’omologazione del veicolo

Il punto centrale della posizione espressa dalla federazione riguarda il rapporto tra classificazione ambientale ed emissioni reali. La classe Euro descrive la tecnologia e i limiti previsti al momento dell’omologazione del veicolo, ma non permette, da sola, di stabilire quanto un’automobile emetta dopo diversi anni di utilizzo.

Due mezzi appartenenti alla stessa categoria possono infatti trovarsi in condizioni molto differenti. Un veicolo sottoposto a controlli regolari può conservare filtro antiparticolato, catalizzatore, sistema EGR, sensori e iniettori efficienti. Un altro mezzo della medesima classe può invece presentare componenti deteriorati, guasti o manomessi, con un aumento considerevole delle emissioni.

Confartigianato cita gli studi tecnici dell’organizzazione olandese TNO, secondo i quali un filtro antiparticolato correttamente funzionante può ridurre il particolato diesel fino al 95-99%. Un dispositivo danneggiato o rimosso può invece determinare livelli di emissione molto superiori.

La manutenzione non modifica la classe di omologazione e non trasforma un Euro 5 in un Euro 6, ma può impedire che il deterioramento dei componenti renda il mezzo un grande emettitore. Per la federazione, questo elemento dovrebbe assumere maggiore rilievo nella costruzione delle politiche ambientali.

Controlli sulle emissioni e incentivi alle riparazioni

La proposta avanzata dagli autoriparatori prevede di affiancare alle eventuali restrizioni controlli moderni sulle emissioni effettivamente prodotte dai veicoli. Confartigianato chiede inoltre verifiche severe contro la rimozione o la manomissione dei filtri e degli altri dispositivi installati per limitare l’inquinamento.

Tra le misure indicate figurano incentivi per la diagnosi e la riparazione dei sistemi antinquinamento, sostegni alla manutenzione destinati a famiglie e piccole imprese e programmi capaci di individuare prioritariamente i mezzi realmente più inquinanti o non recuperabili.

Il comparto dell’autoriparazione conta oltre 5.700 officine in Veneto. Secondo Ruffa, queste imprese possono contribuire alla riduzione delle emissioni mantenendo efficienti i veicoli ancora utilizzabili, ma devono essere accompagnate nella trasformazione tecnologica. L’arrivo di modelli elettrici, ibridi e dotati di sistemi elettronici avanzati richiede infatti nuove strumentazioni, formazione continua e competenze specialistiche.

Il peso della conformazione del Bacino Padano

Confartigianato richiama anche le condizioni specifiche del Bacino Padano, dove la conformazione geografica e le frequenti inversioni termiche favoriscono il ristagno degli inquinanti. Queste caratteristiche non eliminano la necessità di intervenire sulla qualità dell’aria, ma richiedono politiche capaci di valutare tutte le fonti emissive e l’efficacia reale delle misure adottate.

La federazione critica inoltre l’assenza di una politica industriale europea e nazionale capace di accompagnare adeguatamente la transizione del settore automobilistico. Obiettivi e limitazioni, sostiene l’associazione, sono stati introdotti senza garantire allo stesso ritmo produzione europea, infrastrutture, accessibilità economica dei nuovi veicoli e sostegno alle filiere coinvolte.

Nel frattempo, una parte significativa della produzione di batterie e tecnologie elettriche si è concentrata in Asia, mentre il mercato automobilistico italiano ed europeo ha attraversato una fase di ridimensionamento. Il Veneto, osserva Confartigianato, è chiamato a rispettare gli obiettivi ambientali, ma non dispone autonomamente di tutti gli strumenti fiscali, industriali e infrastrutturali necessari.

Boschetto: il furgone resta uno strumento di lavoro

Il presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto, ha sottolineato che per migliaia di artigiani il furgone rappresenta un bene produttivo essenziale e non può essere sostituito rapidamente. L’avvio del percorso regionale viene quindi considerato coerente con la richiesta di evitare che il costo della transizione ecologica ricada interamente sulle categorie economicamente più esposte.

Confartigianato sollecita una strategia più ampia, fondata su investimenti nelle infrastrutture, incentivi dedicati e rilancio della filiera automobilistica europea. L’obiettivo indicato è ridurre concretamente le emissioni, intervenendo sui veicoli più inquinanti e sostenendo la manutenzione di quelli che possono continuare a circolare in condizioni di efficienza e sicurezza.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to