Electrolux Susegana, il Veneto chiede stop a 300 esuberi
23/05/2026
La Regione Veneto chiede il ritiro immediato del piano industriale presentato da Electrolux, che per lo stabilimento di Susegana prevede circa 300 esuberi nell’ambito di una procedura nazionale da 1.700 licenziamenti annunciati in Italia. La posizione è stata espressa dal presidente Alberto Stefani, che giudica la proposta dell’azienda “inaccettabile” e sollecita un nuovo piano fondato su investimenti, innovazione e sviluppo produttivo, senza tagli al personale.
Il caso Susegana nel piano nazionale da 1.700 licenziamenti
Il sito trevigiano rientra nella vertenza che coinvolge il gruppo Electrolux a livello nazionale. Per Susegana si parla di circa 300 lavoratori in esubero, una cifra che non comprende i contratti a termine e le possibili ricadute sull’indotto. Un impatto che, secondo la Regione, rischia di colpire uno dei presidi manifatturieri più rilevanti del territorio veneto.
Stefani ha richiamato il peso industriale dello stabilimento, definendolo uno dei poli produttivi più avanzati del gruppo a livello mondiale. Il sito, negli anni, è stato interessato da investimenti significativi, anche con sostegno pubblico e regionale, legati ad automazione, innovazione e qualificazione della produzione.
Per questo, secondo il presidente, non è accettabile che dopo un percorso di modernizzazione e sostegno istituzionale venga prospettato un ridimensionamento occupazionale di tale portata. La richiesta della Regione è che Electrolux presenti una proposta alternativa, capace di tutelare lavoro, competenze e continuità produttiva.
Tavolo a Palazzo Balbi e confronto al MIMIT
La Regione ha convocato martedì scorso a Palazzo Balbi un tavolo istituzionale con l’assessore allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, gli assessori del Friuli Venezia Giulia, le organizzazioni sindacali, le Rsu e i rappresentanti di Confindustria. L’obiettivo è costruire una posizione comune in vista del confronto convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il 25 maggio.
Il Veneto intende presentarsi al tavolo ministeriale con una linea unitaria insieme alle altre Regioni coinvolte e alle parti sociali. Al centro della posizione regionale ci sono la difesa dell’occupazione, il mantenimento della capacità produttiva e la salvaguardia di un comparto considerato strategico per l’economia territoriale.
Stefani ha sottolineato anche la responsabilità sociale e industriale dell’azienda, collegandola agli aiuti pubblici ricevuti nel tempo. Secondo la Regione, le scelte future non possono prescindere dal ruolo che lo stabilimento di Susegana ha assunto nella manifattura veneta e italiana.
La crisi degli elettrodomestici e la richiesta di una strategia europea
La vertenza Electrolux viene letta dalla Regione anche dentro una crisi più ampia del settore europeo degli elettrodomestici. Tra i fattori indicati da Stefani figurano la concorrenza asiatica, l’aumento dei costi energetici e un quadro di regole europee ritenuto penalizzante per la competitività industriale del continente.
La proposta del Veneto punta su una traiettoria diversa rispetto ai licenziamenti: investimenti nei prodotti premium, innovazione tecnologica, efficientamento produttivo e tutela dell’occupazione. Per la Regione, il futuro dello stabilimento deve passare dal rafforzamento delle produzioni di qualità e ad alto valore aggiunto, non da un arretramento industriale.
Il presidente ha ribadito che il Veneto non accetterà decisioni capaci di mettere a rischio centinaia di famiglie e uno dei principali presidi produttivi regionali. Al tavolo del MIMIT, la richiesta sarà quindi netta: Electrolux ritiri il piano e apra un confronto su una nuova proposta industriale senza licenziamenti.
Articolo Precedente
Venezia, 5 arresti per violenze con coltelli in centro
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to