Venezia, 5 arresti per violenze con coltelli in centro
22/05/2026
Cinque persone sono state raggiunte da misure cautelari in carcere in provincia di Venezia nell’ambito di due distinte indagini coordinate dalla Procura della Repubblica lagunare ed eseguite congiuntamente dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri. Gli indagati sono gravemente sospettati, a vario titolo, di tentato omicidio, lesioni aggravate, rapina e furto aggravato, in relazione a una serie di episodi violenti avvenuti nel centro storico veneziano nel mese di aprile.
Le indagini dopo gli episodi tra Campo San Barnaba e Cannaregio
L’attività investigativa è partita dopo una recrudescenza di aggressioni nel cuore della città, spesso segnate dall’uso di armi da taglio e da punta. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli episodi sarebbero inseriti in un contesto più ampio di contrapposizioni violente tra fazioni di origine magrebina, organizzate anche su base familiare e legate alla gestione di traffici illeciti di diversa natura.
La Polizia di Stato ha concentrato una parte delle indagini su quanto accaduto la sera del 22 aprile nell’area di Campo San Barnaba. In quel caso sono stati raccolti gravi elementi indiziari nei confronti di soggetti appartenenti o ritenuti contigui a una famiglia di origine tunisina, indagati per il tentato omicidio di un altro cittadino tunisino.
Parallelamente, i Carabinieri hanno sviluppato un secondo filone investigativo relativo a episodi avvenuti nel Sestiere Cannaregio nei giorni 13, 18 e 20 aprile. In questa parte dell’inchiesta gli indagati, anche in questo caso appartenenti o vicini alla stessa famiglia tunisina, sono accusati di lesioni aggravate, rapina e furto aggravato ai danni di un cittadino di origine giordana.
Polizia e Carabinieri in azione con il coordinamento della Procura
Le due attività investigative sono state condotte in stretto raccordo informativo tra gli organismi della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri. Questo collegamento ha consentito alla Procura veneziana di coordinare i diversi filoni e di delineare, secondo l’ipotesi accusatoria, il contesto criminale nel quale sarebbero maturati gli episodi contestati.
Dalle prime ore della mattina gli agenti e i militari stanno dando esecuzione alle ordinanze cautelari emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari. Nel medesimo dispositivo operativo sono previsti anche cinque decreti di perquisizione personale e domiciliare, disposti dalla Procura nei confronti degli indagati.
L’operazione si inserisce in un’azione di contrasto rivolta agli ambienti criminali di origine magrebina presenti nel territorio veneziano. Al centro dell’attenzione degli investigatori ci sarebbe la contesa per l’acquisizione della leadership nella gestione di traffici illeciti, una rivalità che nelle ultime settimane avrebbe alimentato aggressioni e regolamenti di conti in aree frequentate del centro storico.
Le accuse e la presunzione di innocenza
I provvedimenti cautelari riguardano complessivamente cinque soggetti, ritenuti dagli inquirenti gravemente indiziati dei reati contestati nei due procedimenti. Le accuse, tuttavia, dovranno essere vagliate nelle successive fasi processuali.
La Procura precisa infatti che i procedimenti penali non sono conclusi e che la responsabilità degli indagati potrà essere considerata accertata soltanto con una sentenza irrevocabile. Fino a quel momento resta ferma la presunzione di innocenza prevista dall’ordinamento.