Nutrie in Veneto, nuova piattaforma per gli interventi
08/07/2026
Il Veneto introduce una piattaforma digitale per rendere più rapidi gli interventi di controllo delle nutrie, una specie che continua a provocare danni agli argini, alle colture agricole e agli ecosistemi delle aree umide. Il nuovo sistema, presentato da Regione, ANBI Veneto e Polizie Provinciali, servirà a gestire in modo informatico l’intero iter autorizzativo, dalla richiesta all’intervento sul territorio.
Autorizzazioni via smartphone per i selecontrollori
Il progetto entra in una nuova fase a un anno dall’avvio della convenzione sperimentale tra la Regione e i dieci Consorzi di Bonifica del Veneto. La piattaforma è stata sviluppata all’interno del Sistema Informativo dei Consorzi di Bonifica e consentirà ai selecontrollori volontari di richiedere, ricevere e gestire le autorizzazioni direttamente dal proprio smartphone.
Le Polizie Provinciali avranno invece a disposizione un ambiente unico di monitoraggio e coordinamento. Il loro ruolo resterà centrale: dovranno valutare ogni richiesta, verificare le condizioni di sicurezza, autorizzare gli interventi o agire direttamente nei casi più delicati. La digitalizzazione punta quindi ad accorciare il tempo tra la segnalazione della presenza degli animali e l’azione di contenimento, senza ridurre i controlli necessari.
L’assessore regionale Dario Bond ha spiegato che la gestione della nutria non può essere misurata soltanto dal numero degli abbattimenti, ma anche dalla capacità di intervenire con tempestività quando il problema emerge. La piattaforma, ha aggiunto, nasce per eliminare tempi morti e mettere in collegamento immediato volontari e Polizie Provinciali.
Fino a 65mila abbattimenti in un anno
Il fenomeno resta di dimensioni rilevanti. Nell’ultimo anno gli interventi di controllo hanno portato all’abbattimento di un numero stimato tra 60.000 e 65.000 nutrie, a fronte di una popolazione regionale valutata tra 800.000 e 1.000.000 di esemplari.
La presenza della specie è particolarmente concentrata in alcune province. Verona rappresenta da sola il 53% degli abbattimenti regionali, seguita da Rovigo con il 33%. Più distanziate Venezia, con il 9%, e Padova, con il 3%, mentre Belluno e Treviso pesano insieme per il restante 2%.
Il presidente di ANBI Veneto, Alex Vantini, ha richiamato i rischi legati alle tane e alle gallerie scavate dagli animali. Queste attività compromettono la tenuta degli argini, possono causare cedimenti e incidono anche sulla sicurezza delle strade sommitali, percorse da cittadini e mezzi agricoli. Il problema riguarda quindi agricoltura, difesa idraulica, viabilità rurale e tutela ambientale.
Un investimento da 1,5 milioni per il triennio
La convenzione approvata dalla Regione nel 2025 prevede uno stanziamento di 500.000 euro all’anno per il triennio 2025-2027, per un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro. Ai Consorzi di Bonifica viene affidato un ruolo operativo nella gestione degli interventi, in raccordo con le autorità competenti.
Nel primo anno le risorse sono state indirizzate soprattutto verso i territori più colpiti, in particolare Verona e Rovigo. I Consorzi hanno lavorato alla costruzione delle squadre operative, alla logistica per raccolta e smaltimento delle carcasse, agli accordi con gli Ambiti Territoriali di Caccia e all’avvio dei primi interventi.
Secondo Bond, la fase iniziale è servita a costruire una rete organizzativa. Ora quella rete potrà funzionare con maggiore efficacia grazie allo strumento digitale, che permette di coinvolgere più operatori qualificati e di rispondere con tempi più brevi alle segnalazioni.
Argini, agricoltura ed ecosistemi sotto pressione
La diffusione della nutria in Veneto è favorita dalla fitta rete di corsi d’acqua che attraversa la regione. Originaria del Sud America e introdotta in Italia nel secolo scorso per l’allevamento da pelliccia, la specie si è naturalizzata progressivamente, raggiungendo densità elevate in diverse aree.
Oltre ai danni alle colture, l’attività di scavo compromette la stabilità degli argini di canali irrigui e corsi d’acqua, aumentando il rischio idraulico e rendendo necessari interventi continui di manutenzione. La Regione punta ora a costruire un sistema stabile di controllo, basato su collaborazione istituzionale, innovazione tecnologica e presidio costante del territorio.
In una fase successiva la piattaforma potrà essere ampliata anche ai cittadini, che potranno inviare direttamente le segnalazioni. L’obiettivo è estendere la rete di monitoraggio e rendere più puntuale la risposta nei territori dove la presenza delle nutrie produce i maggiori effetti su sicurezza, agricoltura e ambiente.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.