Caricamento...

Venezia365 Logo Venezia365

Veneto, export Pmi verso gli Usa in calo del 4,1%

04/06/2026

Veneto, export Pmi verso gli Usa in calo del 4,1%

Le micro e piccole imprese venete perdono terreno sul mercato statunitense: tra agosto 2025 e marzo 2026 l’export verso gli Stati Uniti è calato del 4,1%, in una fase segnata da dazi, dollaro debole, rallentamento del commercio globale e nuovi rincari energetici. Il dato emerge da un’analisi dell’Ufficio studi di Confartigianato sugli effetti della stretta protezionistica americana sulle imprese italiane.

Il Veneto tra le regioni più esposte ai dazi americani

Tra le quattro grandi regioni manifatturiere italiane, il Veneto risulta tra i territori che stanno subendo maggiormente l’impatto della nuova fase commerciale con Washington. Nello stesso periodo, la Lombardia registra una flessione ancora più marcata, pari al -10,4%, mentre Emilia-Romagna e Toscana riescono a chiudere in territorio positivo, rispettivamente con +2,6% e +10,6%.

A livello nazionale, il conto per le Pmi italiane è pesante: tra agosto 2025 e marzo 2026 le esportazioni verso gli Stati Uniti nei comparti a maggiore presenza di micro e piccole imprese sono diminuite del 10,4%, con una perdita complessiva di 1,293 miliardi di euro. In media, significa 5,3 milioni di euro di export in meno al giorno.

Per Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, la frenata è particolarmente preoccupante perché colpisce il cuore del sistema produttivo regionale, fondato su filiere manifatturiere diffuse e su migliaia di imprese artigiane orientate ai mercati esteri.

Manifattura veneta, gli Stati Uniti restano il terzo mercato

Secondo l’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Veneto su dati Istat, nel 2025 l’export manifatturiero veneto verso gli Stati Uniti si è attestato a 6,67 miliardi di euro, in calo del 6,5% rispetto al 2024 e del 10,4% rispetto al 2023.

Nonostante la flessione, gli Stati Uniti restano il terzo mercato di destinazione per il manifatturiero veneto, con un peso dell’8,6% sul totale dell’export regionale. Proprio per questo, la contrazione delle vendite oltreoceano pesa in modo diretto sulle imprese più esposte alla domanda americana.

Tra i comparti più penalizzati figurano i mobili, con un calo del 15,8%, le altre industrie manifatturiere, in diminuzione del 20%, gli articoli in pelle, a -4,8%, e le apparecchiature elettriche, a -5,1%. Tiene meglio il comparto dei macchinari, che rappresenta il 24% dell’export veneto verso gli Stati Uniti, pur registrando una flessione del 3,1%.

Dollaro debole e costi energetici comprimono i margini

Secondo Boschetto, le imprese venete si trovano dentro una “tempesta perfetta”. Ai dazi americani si aggiungono il rallentamento del commercio mondiale e il cosiddetto dazio implicito legato al cambio: tra agosto 2025 e marzo 2026 il dollaro si è svalutato mediamente del 9% rispetto all’euro, riducendo la competitività di prezzo delle produzioni italiane.

La pressione sui mercati esteri si somma alla crescita dei costi energetici. Nei quasi novanta giorni della crisi, il prezzo del gas è aumentato del 38,3% rispetto ai livelli medi di febbraio, mentre l’energia elettrica all’ingrosso segna un +12,4%. Ancora più forte l’impatto sul gasolio, con un costo industriale superiore del 60% rispetto ai livelli pre-crisi.

Per una regione manifatturiera ed esportatrice come il Veneto, questo significa affrontare contemporaneamente una riduzione della domanda in un mercato strategico e un aumento dei costi di produzione. Confartigianato chiede interventi per sostenere l’internazionalizzazione, favorire la diversificazione commerciale e accompagnare le imprese verso nuove aree di sbocco.

India, Emirati, Canada e Messico tra i mercati alternativi

La ricerca di nuovi mercati diventa quindi una priorità. Confartigianato Imprese Veneto segnala alcuni Paesi che nel 2025 hanno mostrato risultati positivi per il made in Veneto: le esportazioni verso l’India sono cresciute del 26%, quelle verso gli Emirati Arabi Uniti del 15,7%, il Canada del 9,5% e il Messico del 2,1%.

Per Boschetto serve una strategia condivisa di Sistema Paese, capace di coinvolgere Governo, Ice, Simest, Sace e sistema bancario. L’obiettivo è aiutare le Pmi a non dipendere in modo eccessivo da singoli mercati, rafforzando presenza commerciale, strumenti finanziari e assistenza nelle aree con maggiori prospettive di crescita.

Nel complesso, nel 2025 l’export manifatturiero veneto ha raggiunto 77,3 miliardi di euro, confermando il Veneto come terza regione esportatrice italiana, con il 12,6% del totale nazionale. Un risultato che conferma la forza del sistema produttivo regionale, ma anche la sua esposizione alle tensioni internazionali, ai cambi valutari e ai costi dell’energia.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to